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Mais Sponcio

Mais Sponcio

Mais Sponcio

Prodotto Tipico della Provincia di Belluno

 

Il mais sponcio è una cultivar di granoturco (Zea mays) endemico della Provincia di Belluno, ed uno dei prodotti tipici che meglio rappresentano la Provincia delle Dolomiti UNESCO per eccellenza.

 

Il mais sponcio affonda le proprie radici nelle tradizioni agricole nella più settentrionale delle Province del Veneto, ed in particolare nella zona della Valbelluna (Feltre, Cesiomaggiore e Santa Giustina in particolar modo), dove fonti storiche ne attestano la coltivazione in maniera molto diffusa e consolidata già dal XVI Secolo. Questa coltura, un tempo pilastro dell’alimentazione locale, ha resistito al passare del tempo, conservando le sua unicità e il suo profondo legame con il territorio Bellunese, tanto da arrivare, in tempi molto recenti, al recupero ed alla valorizzazione tramite l’istituzione di un Consorzio di Tutela.

 

Origini e caratteristiche distintive

La storia del mais sponcio si intreccia indissolubilmente con quella delle nostre Comunità dolomitiche: in un territorio montano di non facile coltivazione come quello Dolomitico, dove gli inverni sono lunghi ed il terreno non sempre ricco dei nutrienti necessari, i Bellunesi hanno saputo selezionare e adattare la coltura del granturco alle difficili e peculiari condizioni climatiche e geologiche del territorio delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO. La maturazione precoce del mais sponcio, ad esempio, ben si adatta al clima delle Dolomiti.

La denominazione di questa particolare cultivar del mais, “sponcio” appunto, deriva dal dialetto bellunese e designa la forma appuntita della cariosside (chicco), che in dialetto significa, appunto, “pungente”. Questa caratteristica morfologica, insieme al colore giallo / arancio intenso e alla consistenza vitrea del chicco, lo rende facilmente riconoscibile.

 

Un patrimonio di biodiversità

Il mais sponcio rappresenta un prezioso patrimonio di biodiversità agricola ed una grande ricchezza culturale per la Provincia delle Dolomiti. La sua coltivazione, legata a pratiche tradizionali e con grande attenzione alla sostenibilità, contribuisce alla conservazione del paesaggio rurale della Provincia di Belluno e alla tutela dell’ambiente naturale delle nostre zone e della qualità del cibo prodotto con questa cultivar. La sua farina, ottenuta dalla macinazione a pietra, conserva intatte le proprietà organolettiche e nutrizionali del mais, offrendo un prodotto di alta qualità, genuino e nutriente.

 

Un ingrediente versatile della cucina locale

La farina di mais sponcio è l’ingrediente principale o caratterizzante di molte gustose proposte gastronomiche della Cucina Bellunese. La polenta prodotta con farina di mai sponcio, in particolare, offre un sapore peculiare ed una consistenza particolarmente apprezzata che la distinguono nettamente dalle altre varietà in commercio. Viene molto apprezzata nella preparazione del Tocà da Boia e del Tocà de Formai e per i biscotti Zaeti (o “Zalletti”), arrivati in Provincia di Belluno dal Capoluogo Venezia.

Negli ultimi anni, grazie all’impegno ed alla visione di Produttori locali e Associazioni, il mais sponcio ha ritrovato nuova vita ed occupato un posto di prestigio nel panorama dei Prodotti Tipici Italiani, conquistando un posto d’onore sulle tavole dei ristoranti e, naturalmente, delle nostre case. Il suo sapore autentico e il suo legame con il territorio lo rendono un ingrediente prezioso, capace di raccontare la storia e la cultura di una comunità.

La riscoperta del mais sponcio e la sua valorizzazione hanno portato in ultima istanza alla costituzione del Consorzio Tutela Mais Sponcio, consorzio che raggruppa i Produttori locali e disciplina rigidamente la coltivazione, l’essiccazione ed il confezionamento del mais sponcio.

 

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