Dal Cuore delle Dolomiti
Agordino Dolomiti
Centro Minerario di Val Imperina

Centro Minerario di Val Imperina

Agordino Dolomiti

Centro Minerario di Valle Imperina

Alla scoperta del polo minerario più importante delle Dolomiti

 

Centro Minerario di Val Imperina - Dolomiti UNESCO
Museo dei Forni Fusori del Centro Minerario di Val Imperina

Primavera 2025: 

Centro Minerario di Val Imperina aperto per visite guidate; è possibile prenotare una ricca visita, comprensiva di gallerie estrattive ed edifici, con personale tecnico e formato, ai seguenti contatti:

Miniere di Val Imperina
Via Miniere 3, 32020 – Rivamonte Agordino (BL)
tel. 346 0896413
info@centrominerariovalleimperina.it

A quasi 70 anni dalla chiusura di questa straordinaria risorsa storica e culturale, le Miniere della Val Imperina riaprono ufficialmente le porte ai visitatori!

Centro Minerario di Val Imperina - Miniere delle Dolomiti
Complesso dei Forni Fusori, Val Imperina

 

Il Centro Minerario di Val Imperina è un’area museale situata nel Comune di Rivamonte Agordino (Provincia di Belluno, Regione Veneto) che sorge sui resti delle antiche miniere della Valle Imperina.

 

Il complesso industriale di Val Imperina, che ha rivestito nei Secoli un ruolo chiave per l’economia non solo di Agordo e del territorio Agordino, ma anche di Venezia, torna a vivere dopo decenni di abbandono grazie agli importanti lavori di recupero e valorizzazione che si sono susseguiti negli ultimi decenni.

A distanza di 70 anni dalla chiusura dell’attività, questa zona di grande interesse archeo-industriale della Conca Agordina vive finalmente una seconda giovinezza grazie ad un oculato recupero finalizzato alla fruizione turistica e culturale di questo bene.

Sia che siate appassionati di storia mineraria, oppure di cultura o dell’Agordino e delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, una visita alle Miniere di Valle Imperina è un’esperienza assolutamente consigliata ed interessante, adatta a tutta la famiglia.

Miniere di Valle Imperina
Forni Fusori in Valle Imperina

 

Le Miniere di Val Imperina

Un tuffo nel più importante reperto archeo-industriale della Conca Agordina

 

Meravilgiosa attrazione per tutta la famiglia, Il Centro Minerario di Valle Imperina è una meta facilmente accessibile ed al contempo ricca di tantissime cose interessanti da vedere e da fare.

 

Per secoli, le Miniere di Val Imperina sono state, sia direttamente che con l’indotto, la principale fonte di reddito per gli abitanti della Conca Agordina ed il principale polo di approvvigionamento di rame per la Repubblica Serenissima di Venezia.

Il vincolo tra gli Agordini e le miniere di Val Imperina era così forte che ancora oggi la cultura della Conca Agordina trasuda reminiscenze legate alla febbre mineraria che caratterizzò per secoli la zona; l’esempio più forte è sicuramente la Scuola mineraria di Agordo, una tra le più importanti al Mondo, che ha sede ancora oggi in questo angolo delle Dolomiti UNESCO.

Miniere di Valle Imperina
Forni fusori di Val Imperina

 

Visitare le Miniere della Val Imperina

Storie di Uomini delle Dolomiti

 

Come raggiungere il Centro Minerario di Val Imperina

Si accede comodamente al Centro Minerario di Valle Imperina dalla Strada Regionale 203 utilizzando l’apposito parcheggio, facilmente individuabile per la presenza di una locomotiva da esposizione a bordo strada, e successivamente col pratico ponte pedonale sul Torrente Cordevole.

In alternativa, è possibile accedere all’area mineraria di Val Imperina a piedi tramite la strada sterrata con partenza dalla frazione di Ponte Alto (Rivamonte Agordino), poco prima di arrivare ad Agordo salendo da Sud, con una passeggiata di 20 minuti.

 

Visita libera e visite guidate

L’area delle miniere è accessibile gratuitamente (il Centro Minerario è tra l’altro interessato da importanti sentieri escursionistici), tuttavia, per un’esperienza più completa, si consiglia di prenotare una visita guidata all’attuale Gestione, tramite i contatti qui in calce.

Il complesso minerario di Val Imperina è costituito da:

  • l’antico villaggio minerario a fondovalle: buona parte delle costruzioni originali del nucleo del Centro Minerario sono state riparate e messe in sicurezza negli ultimi decenni; alcune di queste sono visitabili tramite le visite guidate (vedi sotto);

  • il complesso dei Forni Fusori: questo edificio-museo è molto interessante ed è visitabile con le visite guidate. Oltre al percorso didattico e museale, il complesso dei forni fusori di Val Imperina offre una sala audiovisivi, interessanti approfondimenti dedicati all’attività estrattiva ed alla produzione del carbone per alimentare i forni e una piccola rivendita di libri, DVD e materiale informativo sulle miniere di Valle Imperina;

  • l’Ostello della Gioventù e l’ex Sede CRAL, all’ingresso del centro minerario, con ristorante e centro di prenotazione per le visite guidate al Centro Minerario di Valle Imperina;

  • le gallerie Santa Barbara e Magni, visitabili con le visite guidate;

  • il Pozzo Capitale, visitabile con le visite guidate;

  • il Centro Visitatori “Uomini di Valle Imperina”: collocato in fondo al sito minerario in direzione di Belluno, il Centro Visitatori di Val Imperina è gestito dall’Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Offre una ricca esposizione dedicata alla vita in miniera, all’inquinamento prodotto dalla miniera, alla produzione del carbone; sono presenti inoltre parti dell’esposizione dedicate alle attività alternative alla miniera (ad esempio, conthe e careghete) ed alle tradizioni locali (el Om Salvarech). Qui si possono acquistare inoltre libri, DVD, souvenir e materiale informativo sulle Miniere di Val Imperina e sul Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.
  • i Sentieri Tematici del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi: alla Valle Imperina è dedicato il sentiero tematico “La Montagna Dimenticata” che ripercorre le antiche vie utilizzate quotidianamente dai lavoratori della Conca Agordina diretti al lavoro al Centro Minerario ed alle vicine Miniere di Vallalta; nel centro o nei dintorni del centro si snodano altri meravigliosi sentieri storici (come la Via degli Ospizi), adeguatamente segnalati.

 

Prezzi e agevolazioni

Le visite guidate alle Miniere della Val Imperina si svolgono su prenotazione (contatti qui in calce), al costo di:

Tariffa intera (12-64 anni): € 28,00
Tariffa gruppo: € 25,00
Visita guidata ai soli tunnel estrattivi: € 18,00
Visita guidata ai soli complessi museali: € 15,00
Tariffa ridotta: € 15,00 (per età inferiore ai 12 anni e superiore ai 65 anni)
Ingresso gratuito per i minori di 6 anni, categorie protette e portatori di disabilità.

 

Miniere di Valle Imperina

L’importanza delle Miniere di Val Imperina

La Ricchezza nel sottosuolo Agordino

 

Fin dall’antichità, gli uomini hanno utilizzato questo luogo particolare per un’attività molto peculiare, ovvero l’estrazione di minerali e la produzione in loco di preziosi metalli. La grande disponibilità di rame del giacimento della Val Imperina ha costituito per interi secoli la fonte di sostentamento più importante per gli abitanti della Conca Agordina e l’oggetto del contendere di molti imprenditori.

 

Individuare scientificamente un inizio dello sfruttamento del giacimento di Val Imperina è un tema oggi oggetto di accurati studi, supportati dalle Università e dalle Istituzioni Pubbliche; la prima attestazione storica ufficiale che ci parla delle Miniere della Valle Imperina è datata 1411 d.C. (cioè dall’acquisizione delle miniere da parte della Repubblica Serenissima di Venezia) tuttavia, gli oggetti di rame rinvenuti nelle sepolture Alto-Medievali Agordine potrebbero essere un indizio che l’estrazione e la lavorazione di questo metallo fosse già praticata in quei tempi remoti. Una storia che prosegue nei Secoli fino agli Anni 60′ del XX Secolo.

Oggi, i visitatori delle Miniere della Valle Imperina hanno l’occasione di scoprire questa ricca storia e molto altre tramite un servizio di accompagnamento (su prenotazione) con guide formate e professionali – un’esperienza indimenticabile per tutta la famiglia!

Centro Minerario di Val Imperina
Una foto dei lavori che hanno interessato il complesso dell’Ostello di Val Imperina, oggi aperto come ristorante e centro prenotazioni
Centro Minerario di Val Imperina
Forni Fusori di Val Imperina, museo interno

Con l’acquisizione delle miniere da parte della Serenissima Repubblica di Venezia (1411) inizia una fase di sfruttamento più strutturato e scientifico rispetto alle epoche precedenti.

 

Venezia comprende immediatamente l’importanza delle Miniere della Val Imperina (che arriverà, ad un certo punto, a saturare 3/5 del fabbisogno dello Stato di rame), ma sa poco o niente di miniere. Così accade che si vede costretta a prendere ispirazione dagli Stati del Sacro Romano Impero, i quali già avevano sviluppato una cultura ed una scienza mineraria evoluta. Vengono contestualmente chiamati in Agordino tecnici minerari e minatori specializzati dal Sacro Romano Impero (prevalentemente dalla Boemia), del cui arrivo ci sono ancora numerosissime tracce nei cognomi Agordini, nei termini strettamente legati all’attività mineraria e nei dialetti della Conca Agordina.

L’estrazione mineraria raggiunse il suo apice tra il XVII ed il XVIII Secolo con la gestione della Famiglia Crotta di Lecco, ai quali Venezia aveva appaltato le miniere di Valle Imperina. L’acquisto della concessione mineraria della Valle Imperina fu attuato dal capostipite della famiglia, Francesco Crotta, nel 1615, grazie ai suoi rapporti privilegiati con la Repubblica Veneziana. Sempre grazie sempre ai suoi contatti ed alle sue conoscenze a Venezia, Francesco riuscì a vincere anche l’annosa battaglia per il monopolio del legname dell’Agordino (utilizzato al tempo per la produzione del carbone di legna per alimentare i forni fusori), ottenendone l’esclusività; Francesco vinse il contenzioso con altri possessori delle miniere in Agordino (celebre quello con il proprietario della miniera di Col in Val di San Lucano) e sentenziò in breve tempo la chiusura di buona parte dei 10 forni fusori della zona.

La fortuna di Francesco rispetto a quella dei suoi predecessori fu sancita, oltre che dal gradimento della sua persona in ambiente politico, anche da un’importante contingenza storica: l’arrivo in valle della polvere da sparo, mezzo che permetteva di risparmiare i tempi biblici dello scavo a mano. In questo periodo, le Miniere di Val Imperina erano talmente fruttuose da saturare più della metà del fabbisogno di rame di Venezia e da diventando uno dei bacini minerari più importanti d’Europa. Di quest’epoca si ricorda inoltre il delitto che vide coinvolti i due figli di Francesco: uno dei due fratelli ordì l’omicidio dell’altro per questioni legate ai possedimenti di famiglia.

Val Imperina - Miniere delle Dolomiti
Segnavia della Via degli Ospizi
Val Imperina
Ruderi degli edifici del Centro Minerario di Valle Imperina

Le miniere passarono nel XIX Secolo dalle mani della Famiglia Crotta a quelle della Famiglia Manzoni; i nuovi appaltatori si insediarono come i predecessori nella Villa Veneta sita nel centro di Agordo.

 

Il declino del Centro Minerario di Val Imperina cominciò dalla fine del XVIII Secolo e si protrasse per tutto l’800; iniziò col crepuscolo e la fine della Repubblica di Venezia e proseguì con la battaglia dei prezzi contro il più economico rame americano. La produzione tuttavia continuò per buona parte del XX Secolo con l’acquisizione del complesso da parte della ditta Montecatini (poi Montedison) e la produzione di acido solforico tramite l’estrazione e la lavorazione della pirite. L’industrializzazione e la modernizzazione del sito minerario richiese grossi investimenti e la costruzione di impianti idroelettrici ed addirittura di una linea ferroviaria privata (la vecchia locomotiva è esposta sulla SR 203 all’altezza del parcheggio di accesso al Centro Minerario).

A dare il colpo di grazia ad un settore già in crisi fu, oltre alle restrizioni della produzione italiana di materie prime dovute al Piano Marshall, un incidente mortale nel 1963 e la tremenda Alluvione del 1966 che sferzò l’Agordino e lo Zoldano distruggendo gli insediamenti metallurgici situati in prossimità dei corsi d’acqua (oltre naturalmente ad un’infinità di edifici civili, strade, ponti, linee elettriche e telefoniche e a diverse vite umane). Il Centro Minerario, abbandonato e semi distrutto, divenne negli istanti successivi all’alluvione una fonte di materiale da ricostruzione per la popolazione agordina, che si portò via quanto potè per resistere al difficile momento.

Miniere Val Imperina
Le vecchie turbine del complesso della centrale idroelettrica di Val Imperina, oggi Centro Visitatori del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi
Miniere di Val Imperiina
La sede originale della Scuola Mineraria di Agordo
Val Imperina
Minerali della Val Imperina in esposizione presso il complesso dei Forni Fusori

Dopo circa un ventennio di totale abbandono, l’area delle Miniere di Valle Imperina rischiò per un attimo di essere convertita in discarica (1982); fu solo l’accorato appello di pochi intellettuali ed appassionati a salvare questo importantissimo patrimonio storico e culturale della distruzione più completa.

Il Centro Minerario venne così acquistato nel 1989 dal Comune di Rivamonte Agordino, poi incluso parzialmente nell’area del neonato Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Contestualmente, iniziò il difficile recupero dei locali del Centro Minerario, un ingente investimento che ha permesso la riapertura o la prossima riapertura di molti edifici (Forni Fusori, Centrale Elettrica, Ostello della Gioventù, Pozzo Capitale, Galleria Magni, Complesso delle Stalle, Sede CRAL, Galleria Santa Barbara, ecc.). La Tempesta Vaia del 2018, ed i forti venti del 2020 hanno ulteriormente ostacolato i lavori, che sono comunque stati portati a termine nel 2023.

Val Imperina
Complesso dei Forni Fusori di Valle Imperina, oggi museo
Val Imperina
Vecchio magazzino di stoccaggio polveri, Val Imperina
Val Imperina
Ruderi del complesso industriale di Valle Imperina
Val Imperina
Pannelli informativi del Parco in Val Imperina

 

Informazioni turistiche:

Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi
Tel. 0439 3328
info@dolomitipark.it

Comune di Rivamonte Agordino
Tel. 0437 69128
rivamonte@agordino.bl.it

Unione Montana Agordina
Tel. 0437 62390
unione.montana@agordino.bl.it

Ufficio Turistico di Agordo
Tel. 0437 62105
ufficioturistico@agordo.net

Miniere di Val Imperina (per visite guidate)
Tel. 346 0896413
info@centrominerariovalleimperina.it

 

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