Collaz – Bivacco Col Mandro – Forcella Col Mandro – Val Civetta – Val Corpassa
Avventure estive ai piedi del Civetta | Agordino Dolomiti
Cari Agordino Lovers, un caloroso saluto dal Cuore delle Dolomiti!
Ben tornati sulle pagine di agordinodolomiti.it, il blog che da oltre 10 anni condivide con Amici Italiani e di tutto il Mondo la passione per l’Agordino, Cuore delle Dolomiti!
Siamo ormai agli sgoccioli di quella che è stata un’estate davvero intensa, caratterizzata da una grandissima affluenza di Visitatori e dalle bizze di un clima che si conferma sempre più imprevedibile e mutevole; siamo passati infatti dal caldo africano di luglio a temperature augustane decisamente sotto la media del periodo in brevissimo tempo, con qualche acquazzone nel mezzo. Ad ogni modo, la maggioranza delle giornate dell’estate 2025 ha offerto sole e condizioni favorevoli per l’escursionismo e l’esplorazione delle Dolomiti UNESCO, che molti di voi ci hanno confermato taggandoci sui social e condividendo le foto delle vostre avventure estive. L’Agordino, Cuore delle Dolomiti, si è riconfermato come una delle migliori opzioni per tutti i Turisti alla ricerca di angoli “vivibili” dei Monti Pallidi, ovverosia di luoghi lontani dal problema in crescita dell’overtourism che colpisce invece inesorabilmente i vicini Trentini e Sudtirolesi. Non tutto è oro quel che luccica, quindi, e soprattutto, ci sono opportunità da cogliere per tutte le Dolomiti, non solo per i classici posti ormai in balìa di folle senza regolamentazione e lontane anni luce dai livelli di silenzio, calma e pace che ci si aspetta quando si pensa alle Dolomiti.
Oggi vi raccontiamo di un bel giretto escursionistico tra Cencenighe Agordino, Alleghe e Taibon Agordino, ovvero la salita al Bivacco Col Mandro, l’attraversamento dell’omonima forcella, e la successiva discesa in Val Corpassa. Un’escursione stimolante, piacevole e suggestiva, adatta agli Ospiti in cerca di dislivello, natura selvaggia e panorami mozzafiato. Siete pronti??? VIAAAAA!!!

In una calda giornata agostana raggiungiamo la suggestiva frazione di Collaz di Cencenighe Agordino (ca. 1000 metri s.l.m.), ameno e ritirato gruppo di abitazioni alle pendici del Monte Pelsa. La strada, piuttosto pendente e stretta, ci conduce infine al pianoro che ospita le poche abitazioni della frazione cencenighese, ancora in ombra al momento del nostro arrivo, sul quale vi sono alcune pratiche possibilità di parcheggio e la segnaletica escursionistica verso il Bivacco Col Mandro e Forcella Col Mandro (Sentiero CAI 567).


Ci incamminiamo sul Sentiero 567, rappresentato in questo tratto da un’antica mulattiera, alla volta della frazione di Bolp poco più in alto. La pendenza si fa da subito marcata, nulla di insormontabile ma comunque un inizio decisamente sportivo che fa assaggiare immediatamente ed inequivocabilmente gli oltre 800 metri di dislivello da coprire.

Da Bolp in avanti, la mulattiera si trasforma gradualmente in una traccia boschiva che raggiunge da prima i ruderi di alcuni fabbricati in pietra, antiche vestigia del passato contadino di Cencenighe, per poi diventare un vero e proprio sentiero alpino. Il dislivello continua ad essere piuttosto marcato, come ci si aspetta d’altro canto osservando il Monte Pelsa soprastante, e il Sentiero CAI 567 non è esente da qualche tratto esposto che richiede piede fermo ed attenzione. Nel complesso, non si tratta di una traccia particolarmente impegnativa, tuttavia lo è quel tanto che basta per consigliare la salita a Col Mandro solo ed esclusivamente ad Ospiti allenati e che possano contare su un buon livello di esperienza di escursioni in Dolomiti. Raggiunta la località di El Fop (a circa 1500 metri s.l.m.), presso la quale il Sentiero Cai 567 si incontra con la variante 567A che sale dalla frazione di Sot Colarù (San Tomaso Agordino), approfittiamo delle panchine presenti in loco per riprendere fiato e per goderci i primi assaggi del panorama sulle cime settentrionali delle Dolomiti Agordine.

Da qui in avanti, il sentiero si presenta con pendenza decisamente marcata e si sviluppa principalmente all’interno delle foreste delle pendici del Pelsa con una serie di tornanti che richiedono piede fermo e resistenza. Non mancano comunque momenti di allentamento della pendenza e luoghi in cui la selva si dirada, permettendo allo sguardo di spaziare sulle cime Dolomitiche circostanti.

Un ultimo strappo ci permette alfine di raggiungere i 1844 metri s.l.m. del Bivacco Col Mandro, goderci una pausa rifocillante al sole estivo ed ammirando il panorama che ci circonda, nel quale spicca la poderosa frana del Piz che ha dato origine nel 18° Secolo al Lago di Alleghe.

Dopo una piacevole pausa al Bivacco Col Mandro, conversando con alcuni simpatici giovani Ospiti del Cuore delle Dolomiti che hanno deciso di pernottare in questo luogo, riprendiamo il nostro percorso alla volta di Forcella Col Mandro, seguendo le indicazioni escursionistiche presenti in loco.
Subito oltre il pianoro di Col Mandro, il sentiero inizia ad inerpicarsi sulla forcella in maniera marcata; sebbene tecnicamente l’ascesa non sia particolarmente impegnativa (mentre lo è dal punto di vista dello sforzo fisico) sono anche presenti brevi tratti attrezzati (con cordino metallico) che aiutano nella progressione. Nel complesso, stringendo i denti, si raggiunge la sommità della forcella in qualche minuto, e si viene immediatamente ripagati dalla superba vista sul Monte Civetta che si gode dal valico. Uno spettacolo che rallegra il cuore e che ci fa sentire veramente sbalorditi di fronte all’incredibile bellezza della Natura e dei Monti Pallidi.


Raggiunta quindi la forcella, abbiamo completato con l’ascesa della nostra escursione, conquistando circa 1000 metri di dislivello positivo. Una bella soddisfazione, tutto considerato, con alcune vedute veramente spettacolari sul panorama dolomitico del nostro stupendo Agordino.
Scesi da Forcella Col Mandro in pochi minuti, ci ritroviamo nei ben noti panorami dell’Alta Via delle Dolomiti 1, godendoci il sentiero regolare e dolce e l’imponente mole delle torri del Civetta.




Lungo la discesa verso la Val Corpassa, sostiamo per un piccolo rinfresco all’amatissimo Rifugio Vazzoler, che troviamo piacevolmente pieno di movimento e di vita. L’accoglienza cordiale e professionale e la qualità dell’offerta turistica fanno del Vazzoler un vero e proprio must, un pratico e allettante punto d’appoggio (ma anche una meta escursionistica per famiglie o Ospiti meno allenati) che consigliamo a chiunque si trovi a percorrere questo incantevole angolo di Dolomiti.

La discesa dal Vazzoler a Capanna Trieste si sviluppa su comoda carrabile bianca, soleggiata e panoramica. Incontriamo scendendo tantissime persone che si godono la stupenda giornata di sole ed il panorama superbo sulle Dolomiti Agordine esattamente come noi. Un piacere grande ci viene dalla condivisione della passione per questi luoghi, per le nostre montagne, per lo stare bene e per il godimento dei doni che ci regala la Natura, particolarmente generosa nel Patrimonio UNESCO Dolomiti.

Raggiunta Capanna Trieste, si hanno alcune opzioni per concludere l’escursione: raggiungere a piedi la SR203 Agordina e quindi i servizi di trasporto sia pubblici che privati (circa 5 chilometri) per rientrare a Cencenighe Agordino; farsi raggiungere da un servizio di trasporto privato (taxi o navetta) per il rientro a Collaz; parcheggiare preventivamente un’auto a Capanna Trieste per rientrare a Collaz. Qualunque sia la vostra scelta, ricordatevi che potete avere molte informazioni utili sui trasporti disponibili in Agordino contattandoci alla nostra mail; con piacere vi metteremo in contatto con i Consorzi ed Uffici Turistici di riferimento per ricevere preventivi, supporto e molto altro.
Per quanto riguarda l’escursione che abbiamo qui descritto, un grande punto a favore è costituito dal fatto che si può contare su una segnaletica eccellente e sempre ben visibile, con poche possibilità di incertezza sul percorso e la possibilità, non banale, di incontrare altri escursionisti che possono eventualmente essere d’aiuto in caso di dubbi.


E voi, conoscete questa escursione? Lasciateci un commento se avete piacere di condividere con noi e con gli altri Lettori del blog le vostre esperienze, i vostri ricordi e le vostre segnalazioni. Come sempre vi ringraziamo per averci fatto compagnia in questa avventura nel Cuore delle Dolomiti e vi aspettiamo numerosi per le prossime storie dall’Agordino – Stay tuned!
Informazioni turistiche:
Pro Loco Cencenighe Agordino
Tel. 0437 591549
E-mail: prolococencenighe@gmail.com
Pro Loco San Tomaso Agordino
Tel. 0437 598390
E-mail: proloco.santomasoagordino@gmail.com
Ufficio Turistico di Alleghe | Consorzio Alleghe Caprile
Tel. 0437 523333
E-mail: consorzio@alleghe.info

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