
Colle Santa Lucia
Perla Ladina in Agordino
Colle Santa Lucia (Còl nella variane ladina locale e nei vari dialetti agordini, 1453 m s.l.m.) è uno splendido paesino delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, particolarissimo e meraviglioso, collocato in Alto Agordino, in Provincia di Belluno, Regione Veneto.



Situato su una splendida terrazza panoramica che dà sull’ampia Val Fiorentina, con una visuale particolarmente spettacolare sul Monte Pelmo, sul Gruppo del Cernera e sul Monte Civetta, Colle Santa Lucia è, seppur molto piccolo, un Comune che sa incantare ed affascinare il visitatore, una vera perla che vale la pena visitare per rendere completa la vostra vacanza nelle Dolomiti UNESCO.



Colle Santa Lucia | Il Patrimonio storico
Passato e Presente Ladino – Assieme al contiguo Comune di Livinallongo del Col di Lana, Colle Santa Lucia incarna l’eredità tirolese in territorio Agordino. Fino alla Grande Guerra, infatti, Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di Lana, oggi collocati istituzionalmente in territorio Agordino (quindi in Provincia di Belluno, Regione Veneto) facevano parte della Regione Storica del Tirolo e dell’Impero Austro-Ungarico poi, nella zona bilingue nota come Ladinia.
La Ladinia era una sezione del Tirolo, composta da 18 Comuni, nella quale il bilinguismo era formalmente accettato dal potere centrale; si parlava qui, oltre al tedesco ed all’ungherese (che era comunque la lingua ufficiale) una lingua neolatina, o per meglio dire, diverse parlate del ceppo neolatino. Ancora oggi, Colle Santa Lucia è fieramente legata al proprio passato ladino.
Per approfondire, vedi le nostre sezioni “I Ladini del Sella” e “Storia dell’Agordino“.
L’antico legame con la scomparsa Nazione Austro-Ungarica si ritrova oggi facilmente in molti aspetti architettonici e culturali del Comune di Colle Santa Lucia, conferendo un aspetto unico ed inconfondibile a questo splendido Comune Agordino.
Banalmente, la conformazione della Piazza di Colle Santa Lucia è facilmente un aspetto indicatore del gusto tirolese, individuabile sia nelle abitazioni storiche presenti, sia nella collocazione del cimitero comunale, ancora oggi presente all’interno del perimetro della Chiesa di Santa Lucia (mentre com’è noto, per decreto napoleonico tutti i cimiteri del territorio italiano furono spostati fuori dalle zone abitative).
Inoltre, un altro chiaro indicatore del nesso ladina è la pratica del Maso Chiuso, in base alla quale il primogenito ereditava la totalità dei beni dal padre e liquidava i fratelli in denaro, evitando di frammentare la proprietà di famiglia in possedimenti più piccoli (cosa che è invece estremamente comune nelle altre zone dell’Agordino). Ancora, la lingua ladina di Colle Santa Lucia rende la parlata locale molto diversa da quella delle vicine Alleghe, Rocca Pietore o Selva di Cadore, testimone culturale dell’antica appartenenza al mondo tirolese.

Dalle Miniere al Museo Ladino – Cesa de Jan
A Colle Santa Lucia sorge l’Istitut Cultural Ladin “Cesa de Jan“, un’Istituzione nata appunto con la finalità di preservare e promuovere l’identità ladina del Comune.


L’Ente culturale è ospitato all’interno dello splendido Palazzo Chizzali – Bonfadini nel centro del Comune, noto appunto come “Cesa de Jan” (Casa di Jan), l’antica sede degli amministratori delle Miniere del Fursil, e si occupa dell’apertura e della promozione dell’interessante Museo Ladino qui ospitato e della pubblicazione di opere e guide che presentano al pubblico gli aspetti culturali che rendono unico questo meraviglioso paese delle Dolomiti UNESCO.


Le Miniere del Fursil – Il Palazzo Chizzali-Bonfadini, o Cesa de Jan, è un edificio storico costruito nel 1612 come sede amministrativa delle miniere del Monte Pore. Caratterizzato dalle stupende inferiate in ferro battuto che proteggono le finestre dell’edificio, Cesa de Jan era il centro nevralgico del commercio del prezioso minerale ferroso estratto nelle Miniere del Fursil, la siderite manganesifera, anche nota come “Ferro dell’Agnello“, dal simbolo del Principe-Vescovo che veniva coniato sui lingotti fusi per la commercializzazione.

La siderite del Monte Pore, estratta dalle Miniere del Fursil, fu per molto tempo grandemente ambita: in epoche in cui l’acciaio non era ancora uno standard di lavorazione del minerale ferroso, quantomeno in Occidente, il naturale apporto di manganese presente nel Ferro dell’Agnello conferiva al metallo lavorato una resistenza all’ossidazione ed un’elasticità eccezionale, rendendolo particolarmente apprezzato nella produzione di spade. Il valore del Ferro del Fursil era così elevato da renderlo appetibile per la Serenissima, che tentò a più riprese di strapparne il possesso al Principato-Vescovato di Bressanone. Il minerale estratto dalle pendici del Monte Pore veniva trasportato al Castello di Andraz ed al Passo Valparola per il processo di fusione, lungo una delle più antiche e famose Vie del Ferro delle Dolomiti UNESCO, la Strada da la Vena.

Oggi, sia le Miniere del Fursil che la Strada da la Vena sono attrazioni turistiche di grande valore accessibili a tutto gli ospiti del Cuore delle Dolomiti; in particolare le miniere sono state oggetto di un magnifico lavoro di valorizzazione, concluso negli Anni 2020, che hanno portato non solo alla creazione di uno spazio museale dedicato, aggiuntivo a Cesa de Jan, ma anche all’apertura, per finalità turistiche, delle gallerie minerarie del Monte Pore: una risorsa che merita sicuramente una visita approfondita.






Colle Santa Lucia | Il Passo Giau
Oltre all’enorme patrimonio culturale, ben valorizzato, delle Miniere del Fursil sul proprio territorio, Colle Santa Lucia vanta un’altra straordinaria attrattiva turistica nel proprio territorio comunale, tra le più rappresentative ed amate di tutte le Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO: il Passo Giau.

Si tratta di uno dei più bei passi alpini delle Dolomiti UNESCO, estremamente suggestivo per il paesaggio morbido e bucolico, che collega la Val Fiorentina a Cortina d’Ampezzo, interamente in territorio bellunese.
Dominato dall’imponente Ra Gusela, riconoscibilissima cima del Gruppo Averau – Nuvolau (SOIUSA: Dolomiti d’Ampezzo; Classificazione UNESCO: Dolomiti Settentrionali), e ulteriormente impreziosito dalle torri frastagliate della Croda da Lago (SOIUSA: Dolomiti d’Ampezzo, Classificazione UNESCO: Sistema 1 Pelmo – Croda da Lago), il Passo Giau è una delle attrazioni più visitate delle Dolomiti ed uno dei simboli indiscussi dei Monti Pallidi. Una visita a questo paradiso naturale nel cuore delle Dolomiti è assolutamente d’obbligo, ne vale veramente la pena.


Informazioni turistiche:
Pro Loco Colle Santa Lucia
Tel. 0437 720007 – E-mail: info@collesantalucia.eu

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