Miniere del Fursil

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Miniere del Fursil

Sulle tracce del Ferro dell’Agnello

 

Le Miniere del Fursil [toponimo derivato dal tirolese “Wersil“, denominazione ladino-tedesca di Colle Santa Lucia] sono alcune cave minerarie del Monte Pore (rilievo sito nel Comune agordino di Colle Santa Lucia) in Provincia di Belluno, Regione Veneto.

 

Colle Santa Lucia Miniere del Fursil

 

Miniere del Fursil a Colle Santa Lucia

 

Le Miniere del Fursil sono state per secoli una delle risorse economiche più importanti per tutta la zona dell’attuale Agordino e dell’intero territorio dolomitico; per secoli infatti Tirolo e Venezia (con frequenti intromissioni da parte degli Imperatori del Sacro Romano Impero) si contesero il possesso di queste miniere situate nel cuore delle Dolomiti. Pur trovandosi in territorio tirolese (Colle Santa Lucia fu per la maggior parte della sua storia recente parte della Ladinia tirolese, fino alla fine della Grande Guerra), la vicinanza delle miniere al confine con la Serenissima Repubblica di Venezia, situato a brevissima distanza (Caprile era l’estremo confine veneziano), rendeva queste cave molto allettanti anche per lo Stato Veneto. Non mancarono inoltre generare contrasti interni al Tirolo sulla supremazia dei giacimenti, come quello che vide Novacella opporsi a Bressanone.

Miniere del Fursil

Palazzo Chizzali-Bonfadini (Cesa de Jan) a Colle Santa Lucia, sede degli amministratori tirolesi delle Miniere del Fursil

La siderite manganesifera, il “Ferro dell’Agnello”

 

Il motivo di tanta agitazione risiede nelle caratteristiche speciali del minerale estratto in questo luogo: dalle Miniere del Fursil, situate ai piedi del Monte Pore nel Comune agordino di Colle Santa Lucia, si estraeva infatti un tipo di ferro particolarmente richiesto ed apprezzato, la siderite manganesifera. Si tratta di un particolare minerale ferroso che, grazie all’apporto naturale di manganese, quando veniva lavorato acquistava delle caratteristiche che lo rendevano simile all’acciaio: resistenza eccezionale, flessibilità e resilienza e bassissima ossidabilità erano caratteristiche rare in un’epoca in cui l’acciaio non era ancora stato scoperto. Per questi motivi, il ferro del Fursil venne largamente impiegato nella produzione di spade e oggetti da taglio ed era così adatto allo scopo, date le sue caratteristiche uniche, che sono state trovate spade prodotte con questo minerale tra gli oggetti di famiglie nobili in Spagna ed Inghilterra.

Miniere del Fursil | Colle Santa Lucia | Dolomiti UNESCO

Antico carrello delle Miniere del Fursil presso Casa Chizzali – Bonfadini (Cesa de Jan)

La prima traccia storica in nostro possesso che riguardi le Minere del Fursil è un decreto del 5 Settembre 1177 con il quale l’Imperatore Federico I Hohenstaufen “Barbarossa”, imperatore del Sacro Romano Impero, assegna la concessione delle miniere al Convento di Novacella, generando le prime tensioni interne al Tirolo (le miniere saranno oggetto di disputa tra Bressanone e Novacella) e con le comunità confinanti, collocate nell’orbita della Serenissima. Il ferro estratto dal Monte Pore era marchiato con l’emblema di un agnello, il simbolo del Vescovado di Bressanone, e pertanto soprannominato il “Ferro dell’Agnello“.

Pannelli e segnavia del Sentiero Storico Miniere del Fursil

Pannelli e segnavia del Sentiero Storico Miniere del Fursil

Nel 1316 le Miniere del Fursil vengono acquisite dalla famiglia agordina degli Avoscani. Si registra in questi anni un notevole afflusso di lavoratori veneti che prestano servizio nelle cave del Monte Pore. Dopo la breve fase del domino degli Avoscan riprendono le tensioni per il controllo delle Miniere del Fursil e per i diritti di sfruttamento dei boschi dei dintorni, essenziali per la lavorazione del minerale.

Nel XVII Secolo le Miniere del Fursil raggiusero il picco di produttività con la siderite che veniva lavorata in tutti i forni fusori della zona (in Agordino, Zoldano, in Cadore e in Tirolo). Per il trasporto della siderite manganesifera all’interno del territorio tirolese venne realizzata una strada speciale, la cosiddetta “Strada da la Vena” che collega ancora oggi le Miniere del Fursil al Castello di Andraz (dove si trovava un forno per la lavorazione del minerale) e più su fino alla Val Badia attraverso il Passo Valparola.

Miniere del Fursil

Tunnel minerario Breda durante la fase di recupero

Nel XVIII Secolo, l’estrazione mineraria in Europa inizia a diventare svantaggiosa. Diviene più conveniente comprare metallo dalle colonie che provvedere all’estrazione in loco. Per questo motivo, lentamente anche le Miniere del Fursil vengono abbandonate. Per tutto il XIX Secolo, le Miniere del Fursil rimangono inutilizzate, finchè nel 1938 la ditta Breda di Milano si interessa al sito ed inizia la ricerca di minerale sul Monte Pore. La ditta Breda, che sarà attiva qui fino al 1945, si occuperà anche di recuperare le vecchie gallerie minerarie e di crearne di nuove. L’avventura mineraria del XX Secolo finisce però nel 1945.

Miniere del Fursil | Dolomiti UNESCO

Accesso minerario a Ru

A partire dal 2010, il Comune di Colle Santa Lucia inizia una massiccia opera di recupero del centro minerario del Monte Pore. Le Miniere del Fursil, 6 cave individuate, sono un nome carico di storia che affascina ed incuriosisce, da qui l’idea di uno sfruttamento delle cave in ottica turistica.

I lavori vertono principalmente su una galleria realizzata da Breda nel XX Secolo. Ad occuparsi della promozione delle Miniere del Fursil in chiave turistica è l’attivissimo Istitut Ladin Cultural “Cesa de Jan” di Colle Santa Lucia, il quale organizza durante la stagione estiva meravigliose visite guidate al tunnel recuperato con interessantissime informazioni storiche e culturali sulle miniere, su Colle Santa Lucia, sul commercio e la lavorazione del ferro. Una visita alle Miniere del Fursil è senza dubbio un’esperienza stimolante e gradita a tutta la famiglia, perciò ci sentiamo di raccomandarla assolutamente. Sarà prestissimo aperto al pubblico anche un nuovo spazio museale interamente dedicato alle Miniere del Fursil e finanziato con risorse europee.

Fursil

Dettaglio delle inferriate di Cesa de Jan, realizzate con la siderite manganesifera delle Miniere del Fursil

Miniere del Fursil | Visite guidate & Prenotazioni

 

Le visite guidate alle Miniere del Fursil sono gestite dall’Istitut Ladin Cultural Cesa de Jan e dalla Pro Loco di Colle Santa Lucia. Gli ospiti del Cuore delle Dolomiti interessati a visitare le strutture rese agibili sono invitati a prenotare almeno il giorno prima ai seguenti contatti:

Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan > Tel. 0437 720609
Pro Loco Colle Santa Lucia > Tel. 347 6189044

Le visite si tengono al raggiungimento del numero minimo di partecipanti e previa valutazione e conferma da parte dei due Enti succitati; in estate generalmente le visite sono più frequenti, ma contattando gli organizzatori potete avere informazioni più dettagliate. Le visite alla Galleria Breda e dintorni durano solitamente 75 minuti, mentre tra poco sarà aperto al pubblico anche il nuovissimo spazio museale. Su questo canale vi terremo prontamente aggiornati sulla situazione – Stay tuned!

Informazioni:

Pro Loco Colle Santa Lucia
Tel. 0437 720007
E-mail: info@collesantalucia.eu

 

Fursil Dolomiti

Segnavia della Strada da la Vena, l’itinerario storico – culturale che collega le Miniere del Fursil al Castello di Andraz e al Passo Valparola

 

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