Castello di Andraz (Schloss Buchenstein)

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Castello di Andraz (Schloss Buchenstein)

Fortezza Tirolese della Valle di Fodom

 

Apertura estate 2020: 19/6/2020

Orari: 10:00 – 12:30 e 14:30 – 18:00 

ATTENZIONE: per prevenzine COVID, le visite vanno prenotate al numero 334 334 6680 o info@castellodiandraz.it

 

Nella suggestiva frazione di Castello nel Comune di Livinallongo del Col di Lana in Provincia di Belluno sorgono i resti del Castello di Andraz, un antico maniero di proprietà del Vescovado di Bressanone.

 

Si tratta di un bastione difensivo tirolese che sorgeva in posizione strategica: situato infatti lungo la celebre Strada da la Vena, la più importante e trafficata delle tante Vie del Ferro che attraversano le Dolomiti, il Castello di Andraz si trovava in prossimità del confine tra Tirolo e la Repubblica Serenissima di Venezia, le due potenze che si contendevano l’ambito Ferro del Fursil (ma che commerciavano proficuamente assieme in tempo di pace). Dal castello si potevano tenere sotto controllo i traffici commerciali dell’area ed i possibili i movimenti degli eserciti nemici sul del confine.

 

Castello di Andraz (Schloss Buchenstein)

Il Castello di Andraz

 

Castello di Andraz | Storia

Il Castello di Andraz [“Ciastèl” in lingua ladina di Fodom, “Schloss Buchenstein” in tedesco) è uno dei simboli della Valle di Livinallongo (Fodom), la più settentrionale tra le 7 valli dell’Agordino.

Il Castello di Andraz ha avuto un ruolo chiave nelle vicende legate al Medioevo nelle Dolomiti e costituisce l’unico esempio di castello ancora integro in territorio agordino: il Castello degli Avoscani fu infatti smontato per utilizzarne il materiale nell’edificazione delle abitazioni di San Tomaso Agordino; il Castello dei Sommariva fu sommerso nel 1771 dalle acque del Lago di Alleghe; del Castello di Rocca Pietore rimaneva qualche resto ad inizio ‘900, oggi scomparso; la Chiusa di Listolade non è più visibile; il Castel Gordino fu distrutto a più riprese dagli eserciti imperiali ed è oggi visibile solo il forte nazista della Seconda Guerra Mondiale. Si tratta quindi di un bene unico e prezioso, oggi fortunatamente salvaguardato.

Sede amministrativa e militare della Valle di Fodom, il Castello di Andraz raggiunse il massimo splendore sotto l’amministrazione dei Principi-Vescovi di Bressanone. Fu un punto strategico per il controllo dei traffici e della viabilità per diversi secoli: da Bressanone infatti, attraverso il Passo delle Erbe, la Val Badia e il Passo Valparola, si poteva raggiungere l’Alto Agordino, Belluno ed infine Venezia solo viaggiando attraverso queste zone.

La fortificazione di Andraz era l’ultimo maniero tirolese prima di entrare in zona veneziana ed era spesso in collegamento con i villaggi di Laste, Rocca Pietore, Avoscan, Alleghe, dove sorgevano altri castelli, tramite l’utilizzo di segnalazioni visive (soprattutto fuochi). Il Castello ricoprì per secoli il ruolo di baluardo contro le mire espansionistiche della Serenissima Repubblica di Venezia: le Dolomiti erano infatti molto appetibili sia per il legname che per la ricchezza di metalli, e proprio la Valle di Fodom si trovava sul confine tra i possedimenti di Venezia e quelli del Tirolo. In tempo di pace fu invece un fruttuoso polo industriale e commerciale.

 

Castello di Andraz Schloss Buchenstein

La prima attestazione storica della presenza del Castello di Andraz risale all’anno 1005: il maniero era incluso nei possedimenti della Contea della Pusteria, ma la presenza di numerosi reperti nella zona ci suggerisce l’esistenza della fortificazione in epoca ben precedente a questa data (si ipotizza addirittura la presenza di una fortificazione romana distrutta dalle ondate barbariche e riedificato attorno all’anno 1000).

Nel 1027, Corrado II il Salico donò parte dei propri possedimenti a Livinallongo e a Colle Santa Lucia ai Vescovi di Bressanone, ma il castello restò de facto di proprietà del sovrano. Di questo periodo ci giungono gli echi dell’accesa rivalità fra la famiglia dei governatori locali, i Puochenstein (da cui deriva il nome tedesco di Livinallongo, Buchenstein) ed altri signorotti locali. Proprio un erede dei Puochenstein venderà il Castello attorno all’anno 1200 al Principe-Vescovo di Bressanone Conrad von Rodenegg; da questo momento il maniero apparterrà al Vescovado di Bressanone fino al 1803, con l’unica parentesi della dominazione di Avoscano (vedi sotto).

Conrad von Rodenegg insediò un proprio vassallo alla guida del Castello, ed i suoi nipoti Paul e Nicolaus Schoneck si distinsero già da subito per l’estrema crudeltà e ferocia con cui governarono sui contadini di Fodom, tanto da spingere il Conte del Tirolo ad intervenire destituendo i due vassalli. Al sequestro dei beni della famiglia Schoneck sfuggì il castello che continuò ad essere amministrato da loro.

Verso il 1331 i diritti sul Castello di Andraz vennero ceduti al nemico giurato Guadagnino Avoscano, signorotto agordino in ascesa nella guerra che dilaniava l’Europa e che vedeva contrapposte le fazioni guelfe e ghibelline. Il motivo della cessione risiede probabilmente nella scarsità di fondi in cui versava la famiglia Schoneck. Il castello sarà dominato dagli Avoscano fino all’assedio da parte di Corrado Gobel del 1350, che restituirà il territorio al Vescovo.

Dal 1416 il Vescovo di Bressanone acquisì il controllo diretto del Castello di Andraz insediandovi una guarnigione armata ed utilizzandolo come residenza estiva (e come riparo in caso di particolari situazioni di instabilità politica come la contesa con i Conti del Tirolo o la Guerra dei Contadini del 1525). Durante il dominio vescovile, il castello fu concesso a diverse famiglie nobili tirolesi (Stuck, Wolkenstein e Villander) come luogo di villeggiatura e di controllo delle attività economiche locali. L’importantissima “Strada de la Vena“, la Via del Ferro più importante delle Dolomiti, transita proprio nelle vicinanze del maniero e nello stesso castello era attivo al tempo un forno fusorio. Tra i tanti illustri ospiti che il Castello ebbe occasione di ospitare ci fu anche il teologo, astronomo e filosofo Nicolò Cusano (1401-1464) in qualità di vescovo di Bressanone.

Dopo la turbolenta fase delle guerre napoleoniche che pose fine al Vescovado di Bressanone (1803), il Castello di Andraz divenne possedimento del Governo Austriaco e lasciato a sé stesso fino al 1853, anno in cui fu venduto ad cittadino privato. Costui ne utilizzò le mura come riserva personale di materiale da costruzione e il prezioso mobilio e le opere contenute come legna da ardere, sentenziandone la parziale demolizione. La Grande Guerra, combattuta ferocemente a Livinallongo, apportò ulteriori danni e menomazioni alla struttura.

Castello Andraz

Castello di Andraz | Il Restauro e l’Apertura del Museo

 

Con l’avvento del Nuovo Millennio, finalmente si cambia registro. Oggi il Castello di Andraz, grazie agli importanti lavori di restauro degli ultimi anni, ospita un interessante museo e promuove manifestazioni ed eventi culturali al fine di incentivare la conoscenza della sua storia e di quella dell’intero territorio dell’Alto Agordino e dell’antico Tirolo.

Il Museo del Castello di Andraz sorge all’interno dell’antico maniero; la struttura, anticamente sottoposto al controllo del Principe-Vescovo di Bressanone, è stata oggetto nel periodo che va dal 1986 al 2002 di importanti opere di ristrutturazione, consolidamento e restauro accompagnate da approfonditi lavori di scavo archeologico (questi ultimi hanno permesso tra l’altro di riportare alla luce il forno fusore del Castello, importantissima testimonianza del periodo dell’estrazione mineraria e commercio del ferro lungo la mitica “Strada de la Vena”).

L’accurato recupero della struttura ha permesso in parte di riparare ai danni degli agenti atmosferici e del massiccio bombardamento subito durante la Grande Guerra (sempre prestando la massima attenzione all’utilizzo dei materiali originali recuperati dalle macerie ma premurandosi di rendere distinguibili le parti restaurate da quelle ancora in piedi). Il restauro, guidato dall’obiettivo di mantenere intatta la struttura originale, ha apportato sensibili migliorie ed ha permesso a questo tesoro storico ed artistico delle Dolomiti di essere aperto ai visitatori di tutto il mondo.

Castelli delle Dolomiti

Il Museo del Castello di Andraz, che si configura come uno spazio espositivo unico ed estremamente suggestivo. Focalizza l’attenzione sull’evoluzione che la struttura ha subito nel corso dei secoli, dalla sua forma originaria a quella che possiamo ammirare oggi, attraverso proiezioni multimediali, modellini in scala, schemi, pannelli informativi, foto e reperti, più interessanti approfondimenti storici sui momenti più incisivi della storia del Castello di Andraz.

Una visita al Museo del Castello di Andraz è fortemente consigliata a fruitori di ogni età, i quali possono visitare il Museo o utilizzare sia il servizio di visita guidata che un’eccellente audioguida; sono previste riduzioni sul biglietto d’ingresso per portatori d’handicap (ed accompagnatori), scolaresche e ragazzi fino a 16 anni.

Castello di Andraz

Schloss Buchenstein

Mulino nei pressi del Castello

Mulino nei pressi del Castello

Informazioni e prenotazioni:

Museo del Castello – Cell. 334 3346680

info@castellodiandraz.it

 

Castello di Andraz Schloss Buchenstein

 

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