Colle Santa Lucia

Agordino Dolomiti

Colle Santa Lucia

Perla Ladina in Agordino

Chiesa di Santa Lucia e Monte Pelmo

Colle Santa Lucia (“Còl” in dialetto ladino e agordino, 1453 m s.l.m.) è uno splendido paesino delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, particolarissimo e meraviglioso, collocato in Alto Agordino, in Provincia di Belluno, Regione Veneto.

Situato su una splendida terrazza panoramica che dà sull’ampia Val Fiorentina, con una visuale particolarmente spettacolare sul Monte Pelmo (3168 m), sul Gruppo del Cernera e sul Monte Civetta (3220 m), Colle Santa Lucia è, seppur molto piccolo, un Comune che sa incantare ed affascinare il visitatore, una vera perla che vale la pena visitare per rendere completa la vostra vacanza nelle Dolomiti UNESCO.

 

La Val Fiorentina da Colle Santa Lucia

La Val Fiorentina da Colle Santa Lucia

Dettaglio di Colle Santa Lucia

Dettaglio di Colle Santa Lucia

Colle Santa Lucia | Il Patrimonio Ladino

 

Assieme al contiguo Comune di Livinallongo del Col di Lana, Colle Santa Lucia incarna l’eredità Ladina in territorio Agordino. Fino alla Grande Guerra, infatti, Colle Santa Lucia e Livinallongo, oggi collocati istituzionalmente in territorio agordino (Provincia di Belluno, Regione Veneto) facevano parte della regione storica del Tirolo prima e dell’Impero Austro-Ungarico poi, nella zona nota al tempo come Ladinia. La Ladinia era una suddivisione del Tirolo Meridionale (Welschtirol) nella quale il bilinguismo era formalmente accettato dal potere centrale; si parlava qui, oltre al tedesco (che era comunque la lingua ufficiale) un dialetto (o meglio una varietà di dialetti) a base neolatina. Per questo motivo, gli abitanti dei 18 Comuni della Ladinia storica era definiti Ladiner, ovvero “parlanti di una lingua latina”. Per approfondire, vedi le nostre sezioni “I Ladini del Sella” e “Storia dell’Agordino“.

L’antico legame con la scomparsa Nazione germanica si ritrova oggi facilmente in molti aspetti architettonici e culturali del Comune di Colle Santa Lucia. Innanzitutto, la conformazione della piazza di Colle Santa Lucia è facilmente un aspetto indicatore del gusto ladino, individuabile sia nelle abitazioni storiche presenti, sia nella collocazione del cimitero comunale, ancora oggi presente all’interno del perimetro della Chiesa di Santa Lucia (mentre com’è noto, per decreto napoleonico tutti i cimiteri del territorio italiano furono spostati fuori dalle zone abitative). In secondo luogo, un’altro aspetto di chiara derivazione ladina è la pratica del Maso Chiuso a Colle Santa Lucia, in base alla quale il primogenito ereditava la totalità dei beni dal padre e liquidava i fratelli in denaro, evitando di frammentare la prioprietà di famiglia in possedimenti più piccoli (cosa che è invece estremamente comune nelle altre zone dell’Agordino). Terzo, il dialetto di Colle Santa Lucia è testimone culturale dell’antica appartenenza al mondo ladino del Comune, con termini di chiara derivazione tedesca comuni a tutto il mondo del Sella.

A testimonianza e promozione della propria unicità culturale, Colle Santa Lucia ha l’Istitut Cultural Ladin “Cesa de Jan“, un’Istituzione nata appunto con tali scopi e finalità. L’Ente è ospitato presso lo splendido Palazzo Chizzali – Bonfadini nel centro del Comune, noto appunto come “Cesa de Jan”, e si occupa dell’apertura e della promozione dell’interessante Museo Ladino qui ospitato e della pubblicazione di opere e guide che presentano al pubblico gli aspetti culturali che rendono unico questo meraviglioso paese delle Dolomiti UNESCO.

Veduta di Colle Santa Lucia

Veduta di Colle Santa Lucia

Colle Santa Lucia

Dettagio di Cesa de Jan

Dettagio di Cesa de Jan

Colle Santa Lucia | Le Miniere del Fursil

 

A pochi passi dalla bellissima Chiesa di Santa Lucia sorge l’imponente ed antico Palazzo Chizzali-Bonfadini, edificato nel 1612, che spicca dal primo momento in cui lo si osserva per le belle inferiate in ferro che proteggono le finestre dell’edificio. Sono fatte con il ferro delle Miniere del Fursil, anche noto come “Ferro dell’Agnello”, estratto dalle cave amministrate da chi in passato risiedeva in questo edificio.

Per secoli, la Serenissima Repubblica di Venezia ed il Principato-Vescovado di Bressanone in Tirolo si sono scontrati per il possesso del prezioso minerale estratto dalle viscere del Monte Pore, la siderite manganesifera. Questi secoli ricchi di accadimenti sono raccontati tanto dal sopracitato Museo Ladino quanto dalle Miniere del Fursil, recentemente sottoposte a ragguardevoli opere di recupero al fine di sfruttarle in chiave turistica. Della visita alle Miniere del Fursil si occupa l’Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan, che organizza (normalmente in estate) visite guidate ai tunnel minerari ed al museo. Si tratta di un’esperienza assolutamente da non perdere se vi interessate di storia delle Dolomiti, trattandosi di uno dei poli minerari più importanti dell’area dolomitica assieme ai vicini Centro Minerario di Val Imperina e Centro Minerario di Vallalta.

Colle Santa Lucia

La splendida Cesa de Jan (Palazzo Chizzali - Bonfadini)

La splendida Cesa de Jan (Palazzo Chizzali – Bonfadini)

Colle Santa Lucia

Sempre collegato alle Miniere del Fursil è l’itinerario storico culturale noto come Strada da la Vena [letteralmente “Via del giacimento”]; si tratta di una proposta escursionistica con molti interessanti spunti storici che inizia proprio in corrispondenza di Palazzo Chizzali – Bonfadini per terminare sul Passo Valparola, ripercorrendo la più importante delle vie industriali e commerciali che seguiva il Ferro dell’Agnello. Dall’estrazione, la siderite viaggiava a dorso d’asino fino al Castello di Andraz a Livinallongo del Col di Lana, dove veniva lavorato nei forni fusori di proprietà del Principe Vescovo di Bressanone; intraprendeva quindi la strada verso il Passo Valparola, tra Agordino e Val Badia, dove il minerale veniva smerciato. Alla Strada da la Vena abbiamo dedicato questo articolo (clicca qui).

Colle Santa Lucia

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Antico carrello delle Miniere del Fursil presso Casa Chizzali - Bonfadini

Antico carrello delle Miniere del Fursil presso Casa Chizzali – Bonfadini

Colle Santa Lucia | Il Passo Giau

 

Oltre all’enorme patrimonio culturale, ben valorizzato, ed alla fortuna passata e presente dell’avere le Miniere del Fursil sul proprio territorio, Colle Santa Lucia vanta un’altra straordinaria attrattiva turistica nel proprio territorio comunale, tra le migliori e più rappresentative di tutte le Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO: il Passo Giau.

Si tratta di uno dei più bei passi alpini delle Dolomiti UNESCO, estremamente suggestivo per il paesaggio morbido e bucolico, che collega la Val Fiorentina a Cortina d’Ampezzo, interamente in territorio bellunese. Dominato dall’imponente Ra Gusela, riconoscibilissima cima del Gruppo Averau – Nuvolau (SOIUSA: Dolomiti d’Ampezzo; Classificazione UNESCO: Dolomiti Settentrionali), e ulteriormente impreziosito dalle torri frastagliate della Croda da Lago (SOIUSA: Dolomiti d’Ampezzo, Classificazione UNESCO: Sistema 1 Pelmo – Croda da Lago), il Passo Giau è una delle attrazioni più visitate delle Dolomiti ed uno dei simboli indiscussi dei Monti Pallidi. Una visita a questo paradiso naturale nel cuore delle Dolomiti è assolutamente d’obbligo, ne vale veramente la pena.

La Gusela al Passo Giau

La Gusela al Passo Giau

Informazioni turistiche:

Pro Loco Colle Santa Lucia
Tel. 0437 720007
E-mail: info@collesantalucia.eu

 

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