Cima Croda Granda | Avventure estive nelle Pale di San Martino | Agordino Dolomiti

Cima Croda Granda

Avventure estive nelle Pale di San Martino

by agordinodolomiti.it

Uno splendido weekend di luglio 2020 ci regala due giornate soleggiate e prive di precipitazioni; un fantastico spiraglio di bel tempo per affrontare una delle tante cime delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità nel cuore geografico dei Monti Pallidi. Come sempre, partiamo ogni stagione con un programma di escursioni da trattare, ma arriviamo sempre a fine stagione obbligati a posticiparne una buona parte; sono gli “svantaggi” del vivere in una zona, il nostro Agordino, così piena di affascinanti mete montane da visitare. Stavamo pensando da tempo alla Croda Granda, e viste le condizioni favorevoli, abbiamo deciso finalmente di raggiungere la cima di questa maestosa vetta delle Pale di San Martino.

La Croda Granda è una delle vette più importanti del sottogruppo Agner – Croda Granda nel Sistema Dolomiti UNESCO Pale di San Martino – San Lucano – Vette Feltrine – Dolomiti Bellunesi (3° dei 9 sistemi ufficiali riconosciuti e tutelati dalla Fondazione Dolomiti UNESCO); si tratta di un monte imponente e maestoso che domina dall’alto la parte occidentale della Conca Agordina e della Valle del Mis.

Cima Croda Granda | Escursioni nelle Pale di San Martino | Agordino Dolomiti

Istituzionalmente, la Croda Granda marca il confine fra l’Agordino in Provincia di Belluno ed il vicino Primiero in Trentino Alto Adige; il confine regionale passa infatti sulla cima del rilievo, che sovrasta la Val del Mis e la Conca Agordina sul lato bellunese e la Val Canali sul lato trentino. Si tratta di una cima relativamente elevata (2849 metri d’altezza) caratterizzata da dislivelli escursionistici molto marcati; c’è inoltre qualche passaggio di primo grado da affrontare che, seppur nulla di estremamente difficile, può fare una certa impressione a chi sia meno avvezzo alle escursioni in alta quota. La salita alla Croda Granda si configura quindi come un giro riservato esclusivamente ad ottimi camminatori ed in generale a chi conosca bene l’ambiente alpino e si sappia muovere con disinvoltura su terreni inclinati ed accidentati d’alta montagna.

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Partiamo quindi da Sarasin di Gosaldo in una splendida giornata estiva; la strada per raggiungere il Bivacco Menegazzi da questa località è stata già oggetto di un nostro articolo di qualche anno fa (clicca qui), quindi non ci ripetiamo ed iniziamo col nostro resoconto direttamente da questo famosissimo e amato bivacco dolomitico.

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Immediatamente dietro il Menegazzi si trova la traccia del Sentiero CAI 720 che sale verso le prospicienti cime del sottogruppo Agner – Croda Granda, ovvero gli Sforcelloni, la Pala de la Madona e il Sass d’Ortiga. Essendo la salita alla Croda Granda un itinerario molto frequentato e celebre fra gli amanti delle escursioni nelle Dolomiti, non è difficile seguire la traccia che sale dapprima su uno splendido pascolo, poi sulla salita che si fa sempre più marcata.

Mentre saliamo, ci godiamo splendide vedute sul Sottogruppo di Cimonega (Vette Feltrine) che abbiamo alle spalle; uno spettacolo dolomitico che non lascia mai delusi.

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La salita fino all’attacco de “La Scaletta”, il primo punto realmente tecnico dell’escursione, è piuttosto provante e lunga, molto marcata e su terreno che si fa sempre più sassoso mano a mano che si sale; serve attenzione e buona preparazione fisica, anche se l’ambiente alpino che si incontra salendo è bello ed ispirante e ripaga dello sforzo.

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Raggiunto l’attacco della zona nota come La Scaletta, affrontiamo la parte più “sportiva” dell’ascesa con una divertente traccia di primo grado che si inerpica sulle rocce verso la Forcella dei Vani Alti. Questo tratto della nostra escursione richiede ovviamente molta attenzione e buona dimestichezza con l’ambiente alpino, soprattutto nel tratto finale che ci porta all’altezza dei Vani Alti.

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Appena superata la zona della Scaletta, ci troviamo purtroppo immersi in una nuvola di vapore che sale dal fondovalle; nonostante la giornata spettacolare, la temperatura elevata condensa l’umidità dal fondovalle in grosse nubi che spesso interessano le Pale di San Martino nei mesi di luglio ed agosto. Dopo un primo momento di scoramento, ci accorgiamo che la nuvolosità interessa solo questo tratto dell’escursione, e che spesso la nube si apre lasciando spazio ad ampie vedute sul fondovalle; viste le caratteristiche della zona, consigliamo sicuramente agli escursionisti interessati settembre o ottobre come mesi ideali per cimentarsi nella Croda Granda; mesi in cui normalmente il clima è più asciutto e le giornate più limpide e soleggiate, con minore rischio di temporali di calore pomeridiani.

Da qui proseguiamo con pochissimo dislivello tra le cime dei Vani Alti su un suggestivo altopiano; troviamo senza difficoltà le indicazioni per il Bivacco Reali e le cime della Croda Granda.

Ci incamminiamo quindi alla volta del bivacco su un entusiasmante sentiero alpino che transita in quota con vista su Gosaldo al fondovalle e sulle cime dei Vani Alti a picco sulla Valle Sprit. Anche qui c’è un bel dislivello da coprire, ma il panorama ripaga dello sforzo ed impreziosce l’esperienza escursionistica.

Raggiunto il punto di massima elevazione del sentiero, ci fermiamo un momento per ammirare la mole imponente della Croda Granda che ci si para davanti.

Dopo mezz’oretta di camminata approcciamo già il Bivacco Renato Reali, splendido ricovero alpino delle Pale di San Martino. Il bivacco ci appare sullo sfondo delle cime del Gruppo della Marmolada verso nord, su cui spicca l’inconfondibile parete meridionale della Regina delle Dolomiti che vediamo, un panorama sull’Agordino veramente bello che ci gustiamo da questa posizione privilegiata. Il bivacco è piuttosto trafficato già di prima mattina, vista anche la presenza dell’arrivo della Ferrata Fiamme Gialle.

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Dopo una breve pausa al sole, ci incamminiamo lungo la breve discesa verso la Forcella Sprit e quindi la salita alla Croda Granda, lungo la quale vediamo la traccia percorsa dagli escursionisti che ci hanno preceduto. Abbiamo un attimo di incertezza all’attacco, in quanto i segni verdi che abbiamo letto in molti siti essere quelli che indicano la salita sono un pò datati e probabilmente gli inverni che si sono susseguiti hanno modificato leggermente la zona. Tuttavia, risalendo il crinale alla base della Croda Granda, dopo poco torniamo sulla via giusta ed i segni verdi si fanno più coerenti e visibili.

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La salita alla Croda Granda è molto verticale e spesso ha passaggi di primo grado che richiedono un pò di attenzione. Soprattutto in giornate di grande affluenza, come questa, è necessario aspettare che chi ci precede salga o scenda dal sentiero prima di incamminarsi a propria volta, in quanto il ghiaione è piuttosto cedevole e non raramente qualche sasso rotola a valle. Consigliamo quindi grande prudenza e di portarsi un caschetto da montagna.

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L’ultima parte dell’ascesa si svolge su roccia viva e traccia segnata da bollini; anche qui usiamo molta attenzione a chi ci precede e a chi ci segue in modo da evitare inutili e dannosi distacchi dalla via.

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A questo punto siamo belli provati dalla salita e ci prendiamo il tempo necessario per affrontare gli ultimi metri; all’arrivo, la cima occidentale della Croda Granda ci accoglie con il libro di vetta, una Madonnina ed un panorama meraviglioso sulle Pale di San Martino e sul Gruppo della Marmolada a nord e sulle Vette Feltrine a sud.

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La vista, pur non essendo completamente sgombra (non si vedono le cime del Focobon né il vicinissimo Agner, che sono coperti dalle nubi) ci ripaga appieno dello sforzo fatto e del dislivello percorso, e siamo veramente felici di aver avuto l’occasione di visitare un’altra delle splendide cime che popolano il Cuore delle Dolomiti UNESCO. Rientriamo quindi al punto di partenza sulla stessa traccia dell’andata, stavolta però completamente avvolti nelle nuvole, ringraziando la buona stella che ci ha permesso comunque di goderci una visuale decente per buona parte della giornata.

Per completare la nostra escursione abbiamo impiegato 10 ore, con alcune pause tecniche; nessuno di noi era mai stato su questa cima, quindi anche noi abbiamo scoperto molte cose strada facendo. La traccia che abbiamo utilizzato è per buona parte inclusa in Sentieri CAI almeno fino al Bivacco Reali, e quindi individuabile su molte mappe escursionistiche (noi avevamo una mappa Tabacco 022 Pale di San Martino). Dal Bivacco Reali in avanti la traccia non è visibilissima ma è l’unica possibile, ragionando un momento, ed è segnata bene con l’unica eccezione della partenza a Forcella Sprit, dove può esserci qualche dubbio. Nulla che faccia comunque perdere troppo tempo.

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Il dislivello è notevole, tra salite e discese, e quasi interamente su terreno d’alta montagna con ghiaioni, neve, sentieri esposti e vie da interpretare bene. Ci sono due parti con salite che richiedono l’appoggio delle mani, ovvero la zona della Scaletta prima delle Cime Vani Alti e poi successivamente l’attacco all’ultima salita dopo aver superato Forcella Sprit; sono due tratti di primo grado, quindi nulla di particolarmente difficile, ma richiedono comunque un certo grado di conoscenza della montagna. Tutta l’escursione comunque, per lunghezza, attenzione richiesta e difficoltà, non è adatta ai principianti, a meno chè, ovviamente, questi non si affidino ad un accompagnatore qualificato come una Guida Alpina.

Ciò detto, la zona è meravigliosa e lo sapevamo prima di visitarla; ci sono un sacco di stupendi panorami dolomitici che si godono lungo la salita alla Croda Granda e l’intrico di sentieri che attraversano le Pale di San Martino consentono agli escursionisti di godere di altre splendide esperienze montane in zona oltre a questa. Oltre alle Pale di San Martino, che ovviamente sono protagoniste dell’escursione, si gode un’ottima visuale sulla parte settentrionale dell’Agordino, soprattutto sul Gruppo della Marmolada che si ammira molto bene sia dal Bivacco Reali che dalla cima della Croda Granda. Si vede inoltre buona parte della Valbelluna ed in belle giornate anche il Mar Adriatico; come detto sopra, consigliamo come periodo ideale per la salita a questa cima la fine dell’estate o l’autunno, quando le condizioni climatiche sono quelle ideali per godersi lo spettacolo senza nubi o troppe sorprese.

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L’estate alle porte sarà probabilmente una stagione decisiva per tutte le Dolomiti, ma ci sembra che, nel complesso, l’affluenza di visitatori sia ottima. Tutte le strutture ricettive e gli operatori turistici del territorio sono al lavoro, come sempre, per assicurarvi un soggiorno eccellente, quindi vi aspettiamo numerosi nel Cuore delle Dolomiti UNESCO. Vi invitiamo come sempre a lasciarci un commento se avete piacere di raccontarci le vostre esperienze e condividerle con noi; non dimenticate anche di lasciare un like sulla nostra nuova pagina Facebook (clicca qui), anche per tenervi sempre aggiornati sui nostri articoli. Ci vediamo prestissimo sulle pagine del blog per nuove avventure e storie dal Cuore delle Dolomiti – Stay tuned!

Informazioni turistiche:

Ufficio Turistico di Agordo
Tel. 0437 62105
ufficioturistico@agordo.net

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