Rivamonte Agordino

Agordino Dolomiti

Rivamonte Agordino

Perla dolomitica di storia e natura

 

 

Situato nella parte sud-occidentale della Conca Agordina, Rivamonte Agordino è un grazioso villaggio delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO in Provincia di Belluno, Regione Veneto.

Composto di varie frazioni, a volte molto distanti fra loro, il Comune di Rivamonte ha un’estensione veramente notevole (23,21 chilometri quadrati) che copre un’ampia zona ricca di tesori naturali, tra cui spiccano ovviamente le superbe cime delle Dolomiti (Monti del Sole e Pale di San Martino tra le altre) coronano questo splendido paesino dei Monti Pallidi.

 

Rivamonte Agordino, Dolomiti

Soleggiato e panoramico, Rivamonte Agordino si adagia amabilmente alle falde del Gruppo Agner-Croda Granda (Pale di San Martino); dai diversi punti del Comune la vista spazia ampiamente su tutti i sistemi dolomitici della Conca Agordina: i Monti del Sole (che delimitano il Comune a sud); il Monte Celo, il Talvena e le Cime di Zità (Gruppo della Schiara); il Gruppo del San Sebastiano (Dolomiti Agordine o Dolomiti di Zoldo); il Gruppo MolazzaCivetta e Pelsa (Dolomiti Agordine o Dolomiti di Zoldo), le cime del Gruppo della Marmolada (Piz Zorlet e Cime di Pezza); le Pale di San Lucano (Pale di San Martino). Al centro si erge il Colle Armarolo (Armaròl in dialetto agordino), che lo separa dalla Conca Agordina; il colle, stilizzato, è riportato nello Stemma Comunale attuale. Il Comune di Rivamonte Agordino confina con Voltago Agordino, Sedico, Sospirolo, Gosaldo e La Valle Agordina. A sud del Comune in direzione della Valbelluna, il corso del Cordevole si stringe in una poderosa gola naturale, la Tagliata di San Martino; per secoli questa sarà una zona tattica per la difesa del territorio agordino e per il controllo dei viandanti.

Circa il 60% del territorio comunale di Rivamonte Agordino è incluso nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi ed è pertanto zona protetta ad alto valore ambientale.

Rivamonte Agordino

Chiesa di Sant’Antonio

Rivamonte Agordino

Rivamonte Agordino dalle pendici del Pizzon (Monti del Sole)

Non ci è dato di sapere esattamente quando questo villaggio delle Dolomiti sia stato fondato; le prime attestazioni scritte che ne parlano esplicitamente risalgono al 13° Secolo d.C., anche se alcuni cognomi in documenti precedenti fanno presagire l’esistenza del Comune in epoche precedenti. La presenza della Regola de Riva risale invece al 15° Secolo.

Per secoli interi, la maggiore risorsa del territorio è stata rappresentata dalle Miniere di Val Imperina; mappate ufficialmente dalla Serenissima nel 1411 d.C., erano sicuramente utilizzate già da epoche precedenti. Situate in corrispondenza della poderosa Faglia della Valsugana, le Miniere della Val Imperina occupavano la maggior parte della forza lavoro della Conca Agordina, che vi lavorava direttamente o nell’indotto (nei lavori boschivi o nella produzione di carbone). Oggi l’area è tutelata all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi ed adibita a spazio museale. L’apertura del parco ai visitatori dovrebbe essere prossima (per approfondire, leggi Centro Minerario della Valle Imperina).

Tramonto al Bivacco Le Mandre

Rivamonte Agordina

Forni Fusori del Centro Minerario di Val Imperina

Terra di forte emigrazione al nel 19° e 20° Secolo, Rivamonte Agordino ha fatto anche della professione del seggiolaio (il contha o caregheta) il proprio simbolo. I seggiolai agordini, attivi sembra fin dal 18° Secolo, partivano stagionalmente alla volta di diverse capitali europee dove esercitavano la professione ambulante del caregheta, producendo sedie su commissione o rifacendo le imbottiture delle sedie su commissione. Guadagnarono una certa fama per via della maestria nella professione e per l’affidabilità, ed erano spesso ospitati dai datori di lavoro durante la produzione degli ordini ricevuti. Svilupparono, per necessità di segretezza e riserbo in epoca di tensioni internazionali, una loro lingua, lo Scapelamént del Contha (“Gergo del Seggiolaio”), un complesso linguaggio segreto basato sul loro dialetto nel quale le sillabe venivano invertite oppure nel quale i termini della lingua originaria venivano allusi con perifrasi o epiteti. La lingua del seggiolaio è stata oggetto di ampia trattazione e vocabolari e sopravvive ancora oggi, più che altro per folclore e turismo. Per approfondire, visita la nostra sezione “Conthe e Careghete”.

Ancora oggi vengono organizzati in Conca Agordina interessanti corsi manuali per tramandare ai giovani l’arte di costruire ed impagliare le sedie a mano (se interessati potete contattare il Bar Daisy di Rivamonte Agordino per i prossimi corsi).

Rivamonte Agordino

“Careghe” fatte a mano esposte a Riva Nadal

Tante sono le testimonianze della Grande Guerra (e della Seconda Guerra Mondiale) ancora presenti nel Comune. Nella succitata zona della Tagliata di San Martino, laddove un tempo sorgeva il Castel Gordino, fu edificata dal Regno d’Italia una caserma difensiva ed una strada carrabile completa di sistema di gallerie e nicchie. Dato che la guerra attiva non raggiunse mai la Conca Agordina (fermandosi dapprima sul fronte Marmolada – Lagazuoi), a seguito della Rotta di Caporetto la casermetta fu fatta detonare dagli Italiani in fuga. In preparazione della Seconda Guerra Mondiale, l’organizzazione TODT del Terzo Reich ricostruì la postazione, stavolta orientata a sud, sulle ceneri della vecchia casermetta italiana. Anche stavolta il fronte di guerra non toccò la fortunatamente la Conca Agordina, e il Forte della Tagliata di San Martino è ancora li, come i Nazisti lo hanno lasciato, a disposizione dei visitatori. Una perla meno nota al grande pubblico ma di indubbio interesse storico.

Forte della Tagliata di San Martino

Altra interessante testimonianza d’altri tempi, comune a molte zone della Conca Agordina, è la presenza delle calchere, antichi forni per la produzione di calce. A Focella Franche, poco lontano dall’area picnic e dal Centro Umberto Bedont, gli ospiti del Cuore delle Dolomiti possono vederne una in buone condizioni, dopo l’opera di restauro recente.

Calchera di Forcella Franche

Tremendamente devastato dall’Alluvione del 1966, Rivamonte Agordino non si è mai completamente ripreso; molte delle frazioni del Comune sono disabitate a seguito del catastrofico evento, e la chiusura del Centro Minerario di Valle Imperina ha ulteriormente scremato buona parte della popolazione originaria. Gli abitanti di Rivamonte Agordino, situazione comune in tutta la Conca Agordina, vivono oggi principalmente grazie all’industria dell’occhiale, che dagli anni ’60 ha reso l’Agordino assieme al vicino Cadore uno dei poli mondiali di questo settore.

Ciò nonostante, in tempi recenti, grazie ad un nutrito gruppo di volontari e operatori turistici ed all’oculata gestione delle risorse da parte dell’amministrazione comunale, Rivamonte Agordino sta vivendo una incoraggiante rinascita del settore turistico. Da non perdere la manifestazione annuale natalizia “Riva Nadal – I Mercatini dei Canop“, in occasione della quale tutto il paese si trasforma in una meravigliosa vetrina di prodotti artigianali e alimentari delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO. Aspettando il prossimo natale potete dare uno sguardo all’articolo realizzato da agordinodolomiti.it sull’edizione 2015 di Riva Nadal.

Riva Nadal

Formaggi della Cooperativa Canop

Un altro evento tradizionale che merita l’attenzione del pubblico delle Dolomiti è Olt da Riva & Compagnia Bela, il Carnevale tradizionale di Rivamonte Agordino. Ispirato alle maschere tradizionali ideate da Cripino Selle agli inizio del ‘900 (quando erano noti come Olt de la Spia, dal nome della frazione), gli Olt sono rinati a partire dal 1947 per opera dei giovani di Rivamonte Agordino ed associati ultimamente alla ricorrenza del Carnevale.

Durante questo evento sfilano per le vie del paese tante maschere di Carnevale, tra cui quelle tradizionali bellunesi realizzate artigianalmente in legno. I volti lignei del Carnevale di Rivamonte Agordino regalano allegria ed intrattenimento a tutti e colorano il Carnevale in Conca Agordina; la parata, ovviamente, è aperta a tutte le maschere, bimbi e adulti. Non perdetevi la prossima edizione di Olt da Riva, cliccate qui per tutti i dettagli!

Rivamonte Agordino

Rivamonte Agordino

Rivamonte Agordino

Rivamonte Agordino

 

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