Passo San Pellegrino (Dolomiti)

Agordino DolomitiPasso San Pellegrino

Tra Val Biois e Val di Fassa

 

 

Il Passo San Pellegrino (altitudine 1918 m) è un valido alpino delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO che collega le località di Falcade in Val Biois (Agordino, Provincia di Belluno) con Moena in Val di Fassa (Provincia di Trento), a cui la sommità del passo appartiene.

 

Passo San Pellegrino e Dolomiti Agordine

Passo San Pellegrino

Panorama sulle Cime della Marmolada al Passo San Pellegrino

Cime del gruppo della Marmolada a Valfredda

Per quanto concerne la sua posizione nell’ambito delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, il Passo San Pellegrino si colloca nell’Alta Val Biois ed è racchiuso tra le Cime de l’Om e il Col Margherita / Croda degli Zingari (Gruppo della Marmolada), con splendide vedute sulle prospicienti Pale di San Martino, sia venete che trentine (Focobon, Mulaz, Cima Vezzana tra le altre).

 

Passo San Pellegrino | Cenni Storici

 

Il Passo San Pellegrino ha un ruolo interregionale importante, in quanto confine naturale tra il bacino del Fiume Adige verso nord ed il bacino del Fiume Piave verso sud. Questa suddivisione territoriale si rifletterà, dal Medioevo in avanti, nella suddivisione tra i possedimenti e la sfera di influsso di Venezia (e poi il Regno d’Italia) a sud e le terre governate dal Ducato del Tirolo (poi Austro-Ungheria) a nord, e il Passo San Pellegrino sarà per secoli la porta di comunicazione privilegiata tra queste due realtà europee.

Quasi certamente attraversato dall’uomo fin dalla Preistoria, il Passo San Pellegrino, anche detto Mont de Aloch, aveva già in epoca medievale una notevole rilevanza economica in quanto crocevia per le rotte commerciali principali che attraversavano le Dolomiti. La necessità di rendere più sicure e comode questa via di comunicazione fu l’impulso principale per la colonizzazione umana del valico alpino tra Agordino e Moena.

Risale al 14 giugno 1358 la fondazione di un ospizio sul Passo San Pellegrino. Tale istituzione si trovava in località Camp de la Rota e sarebbe stato affidato all’atto della fondazione ai frati dell’ordine di San Pellegrino. Alla direzione dell’ospizio viene nominato tale Fra Gualterius dell’Ordo Sancti Pellegrini de Alpibus; questa misteriosa figura, a cavallo tra la leggenda e la realtà, venne insediata nell’ospizio da parte della Comunità di Moena. Sebbene l’ospizio sia fin dalla fondazione collegato principalmente alla comunità trentina, la struttura sopravvisse da subito anche grazie alle donazioni che giunsero dai fedeli della parte bellunese del passo; i continui influssi bellunesi sono la riprova dell’importanza che l’ospizio rivestì sia per Venezia e che per il Tirolo.

La fondazione dell’ospizio al Passo San Pellegrino rappresenta un fatto importante: segnala da un lato una certa frequentazione del luogo da parte dell’uomo; inoltre rimarca la necessità di strutture a supporto della stessa (facile inquadrare questo ospizio come la naturale continuazione della Via degli Ospizi, ovvero di quella serie di strutture assistenziali e ricettive che permetteva ai viandanti di attraversare l’Agordino in sicurezza nel Medioevo).

Parallelamente all’importanza economica che riveste il Passo San Pellegrino nel panorama dolomitico medievale, va ribadendosi anche il ruolo fondamentale che il passo riveste in chiave militare. Nell’ottica del deterioramento dei rapporti diplomatici tra la Serenissima e la casata d’Asburgo, il Passo San Pellegrino viene più volte reclamato da entrambe le parti. Il passo sarà poi usato da entrambe le parti per le scorrerie nei territorio avversari durante le guerre tra Sigismondo d’Austria e Venezia (vedi Storia dell’Agordino) e sarà oggetto di numerose e famose contese tra Venezia e il Tirolo. Tali contese, in ultima istanza, vedono vincitore il Tirolo, che acquisisce i diritti sulla sommità del passo e su buona parte del versante geograficamente bellunese del San Pellegrino. Ancora oggi il Passo San Pellegrino è uno dei pochissimi esempi di valico alpino nelle Alpi il cui confine non è rappresentato dalla sommità del passo.

Dal 1453 in poi, l’amministratore dell’Ospizio di San Pellegrino, il priore, sarà poi nominato direttamente dalla Regola di Moena. L’ultimo di questi Priori sarà destituito ufficialmente nel 1962, quando i beni dell’ospizio saranno ufficialmente incamerati dal Comune di Moena. Oggi dell’ospizio non rimane che il ricordo e la traccia in numerosi documenti.

Passo San Pellegrino

Veduta sulle Pale di San Martino dal Passo San Pellegrino

 

Passo San Pellegrino | Turismo

 

L’area del Passo San Pellegrino è inclusa in inverno nel territorio del comprensorio sciistico San Pellegrino (formato dalle piste del Passo San Pellegrino e da quelle della ski area di Falcade), a sua volta incluso nella macroarea Alpe Lusia – San Pellegrino (ex Trevalli), uno dei 12 comprensori sciistici del Dolomiti Superski. Con 100 chilometri di piste da sci sempre perfettamente preparate, il panorama unico delle Pale di San Martino (3° sistema ufficiale riconosciuto e tutelato dalla Fondazione UNESCO Dolomiti) e delle cime del Gruppo della Marmolada (2° sistema ufficiale riconosciuto e tutelato dalla Fondazione UNESCO Dolomiti) ed un’offerta alberghiera molto variegata a cavallo tra Belluno ed il Trentino attirano ogni anno decine di migliaia di ospiti nella zona del Passo San Pellegrino, a Falcade ed a Moena.

Passo San Pellegrino

Dettaglio delle piste di Falcade

Valfredda

Quasi all’altezza della sommità del Passo San Pellegrino sorge la stazione di partenza della Funivia del Col Margherita; questo impianto è uno dei punti d’accesso al comprensorio sciistico Alpe Lusia – San Pellegrino ed è normalmente in funzione sia d’estate che d’inverno. In inverno, la cima del Col Margherita è collegata direttamente a Falcade tramite ben 11 chilometri della spettacolare “Pista degli Innamorati“, vero highlight della ski area, che arriva direttamente nel villaggio. In estate, la Funivia (permette agevolemente di raggiungere la cima del Col Margherita (proprietà del Comune di Canale d’Agordo, mentre il versante nord appartiene al Trentino), ad esempio in occasione di eventi speciali quali l’Alba sul Col Margherita, l’Alba Al Fronte, la tappa locale del festival I Suoni delle Dolomiti.

Passo San Pellegrino

Il Col Margherita nella ski area Falcade – San Pellegrino

Se d’inverno la natura del Passo San Pellegrino è prevalentemente connessa al mondo dello sci alpino (ma non solo: anche scialpinismo, ciaspole e sci nordico sono praticati in inverno sul passo), in estate l’attrazione principale del passo è il suo paesaggio meraviglioso, valorizzato per altro anche dalla lodevole iniziativa provata ad opera del Comprensorio sciistico Alpe Lusia – San Pellegrino che ha provveduto ad installare sul Col Margherita due utili punti d’osservazione con pratiche informazioni sulle Dolomiti per i tantissimi turisti della zona.

Anche per quanto riguarda escursioni a piedi ed in Mountain Bike, il Passo San Pellegrino è la zona ideale; da visitare per ogni turista che transiti per il Passo San Pellegrino è la località di Valfredda (Comune di Falcade) per la spettacolarità del panorama e della natura del luogo. Molti rifugi e ristoranti completano l’offerta turistica del Passo San Pellegrino, facendone una meta strepitosa per le famiglie, gli amanti della natura, gli appassionati di sport.

Col Margherita Passo San Pellegrino

Il Passo San Pellegrino è noto tra gli appassionati di storia bellica per i feroci scontri che si susseguirono tra gli eserciti del Regno d’Italia e dell’Impero Austro-Ungarico durante la Prima Guerra Mondiale; per chi voglia approfondire l’argomento, la Via Ferrata Bepi Zac ripercorre proprio i luoghi più importanti del conflitto.

Negli ultimi anni il Passo San Pellegrino si è creato un nome anche nell’ambiente del ciclismo: data la marcata pendenza della strada del passo, molte squadre ciclistiche hanno scelto la zona per i loro allenamenti; il Passo San Pellegrino è stato anche interessato da due tappe del Giro d’Italia.

Informazioni:

Ufficio Turistico di Falcade
Tel. +39 0437 599062
E-mail: proloco.caviola@libero.it

 

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