Passo Giau (Dolomiti)

Agordino Dolomiti

Passo Giau

A spasso nei luoghi simbolo delle Dolomiti

 

 

Il Passo Giau è un valico alpino delle Dolomiti UNESCO collocato nel territorio del Comune agordino di Colle Santa Lucia in Provincia di Belluno, Regione Veneto. Il Passo Giau, l’altopiano di Mondeval, Forcella Ambrizzola, il Lago delle Baste sono certamente tra i luoghi più conosciuti ed affascinanti delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, da visitare almeno una volta nella vita.

Passo Giau Dolomiti UNESCO

La Gusela (o Ra Gusela in Ampezzano), simbolo del Passo Giau

 

Passo Giau

Posizione & Informazioni geografiche

 

Il Passo Giau è una valico alpino delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO posizionato a cavallo fra l’Agordino e l’Ampezzano, interamente nel territorio della Provincia di Belluno, Regione Veneto. Più specificatamente, il Passo Giau congiunge il territorio del Comune agordino di Colle Santa Lucia in Val Fiorentina alla famosissima località di Cortina d’Ampezzo nelle vicine Val Boite e Ampezzano.

Grandioso dal punto di vista paesaggistico, il Passo Giau è probabilmente il valico dolomitico più famoso e sicuramente quello più immortalato tra i passi delle Dolomiti. Per quanto riguarda le vette delle Dolomiti UNESCO, protagonisti della zona del Passo Giau sono le imponenti cime del Gruppo Pelmo – Croda da Lago, rientranti nel 1° dei 9 sistemi ufficialmente riconosciuti e tutelati dalla Fondazione Dolomiti UNESCO, e le vette del Gruppo del Nuvolau, rientranti nel Sistema Dolomiti UNESCO 5, quello delle Dolomiti Settentrionali.

Ra Gusela (o Guséla del Nuvolau), iconica cima del Gruppo del Nuvolau, è la vetta più rappresentativa del Passo Giau; l’imponente e meravigliosa muraglia della Croda da Lago è un’altra cima legata a questo meraviglioso passo dolomitico.

Passo Giau Dolomiti

Pelmo e Lago delle Baste nei pressi di Forcella Giau

Passo Giau

Il Passo Giau da Ciamplò (Livinallongo del Col di Lana)

Passo Giau Dolomiti UNESCO

Veduta del Passo Giau a novembre dal Monte Pore

Visitare il Passo Giau

Turismo & Sport

 

Il Passo Giau attrae ogni anno centinaia di migliaia di visitatori. Tra questi si contano escursionisti, alpinisti, motociclisti, ciclisti, appassionati di archeologia e geologia, amanti della fotografia di montagna e dei paesaggi.

La via di accesso più praticata per raggiungere il Passo Giau è ovviamente la Strada Provinciale 638 che congiunge Colle Santa Lucia a Cortina d’Ampezzo. Oltre ad auto, bici e moto, il Passo Giau è servito da un efficiente e puntuale servizio autobus di linea svolto da Dolomiti Bus e sono numerosi gli operatori locali che offrono servizio di taxi e navetta. In aggiunta ai mezzi motorizzati ed alle biciclette, il Passo Giau si raggiunge piuttosto agilmente da Colle Santa Lucia tramite i Sentieri CAI 464 e 463, tutti perfettamente accessibili e sistemati dopo la Tempesta Vaia, in circa due ore di meravigliosa escursione. A tutti gli effetti, la zona del Passo Giau, facilmente raggiungibile a tutti (non solo ad alpinisti e atleti), è una tappa che potremmo definire obbligata per tutti gli ospiti del Patrimonio Naturale dell’Umanità che vogliano considerare completa la loro esperienza nel cuore dei Monti Pallidi.

La bellezza del paesaggio, la possibilità di godere di un’incredibile visuale a 360 gradi sulle cime delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO circostanti (Ra Gusèla del Giau e i monti Averau e Nuvolau, le Tofane, il Cristallo, il Sorapiss, la Marmolada, la Croda da Lago, solo per citarne alcuni) e la presenza di alcune delle più suggestive escursioni delle Dolomiti (lo splendido giro della Croda Da Lago o l’anello archeologico di Selva di Cadore, ad esempio) hanno reso questo posto un vero must per chiunque si rechi in visita nelle Dolomiti. Nessuno dovrebbe infatti farsi sfuggire l’occasione di vistare questa perla del territorio se si trova in zona.

Cime del Gruppo del Nuvolau dal Passo Giau

Cime del Gruppo del Nuvolau dal Passo Giau

Celebre tappa del Giro d’Italia e della Maratona dles Dolomites, il Passo Giau è una vera sfida di resistenza per tutti i ciclisti su strada: la pendenza eccezionale e la lunghezza della strada che sale al valico dalla Val Fiorentina rende il Passo Giau una delle destinazioni più apprezzate per i team ciclistici in ritiro nelle Dolomiti e per i tanti amatori in cerca di sfide appaganti. Il Giau è lungo, ripido e impegnativo, e per questo molto amato dai ciclisti di tutto il mondo.

Passo Giau

Monte Mondeval e Piz del Corvo (con Civetta sullo sfondo) da Forcella Giau

Passo Giau Dolomiti

Ra Gusela

Data la conformazione della strada del Passo Giau, quest’ultima è stata meta di recente di emozionanti discese in longboard e flowboard, non sempre gradite alle amministrazioni comunali. Vista inoltre la grandissima presenza di motociclisti e l’intenso traffico durante le stagioni turistiche ha spinto il Comune di Colle Santa Lucia a dotare il Passo Giau di autovelox per rendere la strada più sicura. Del resto, da un luogo così spettacolare ed al contempo facilmente accessibile ci si aspetta un’affluenza importante, perciò se volete evitare le code si consiglia di muoversi di buon’ora in estate ed in inverno, mentre la zona è decisamente più fruibile in primavera e autunno.

Lastoni di Formin in autunno

Il Passo Giau e l’Altopiano di Mondeval sono poi un vero paradiso per gli amanti delle camminate in montagna. Dal Passo Giau partono suggestive escursioni tanto sul versante che va verso il fondovalle di Cortina d’Ampezzo che nel versante che si dirige verso la Val Fiorentina; tra queste, quella certamente più celebre è il succitato Giro della Croda da Lago, un’escursione circolare che conduce i visitatori alla scoperta dell’altopiano di Mondeval, dei Lastoni di Formin, di Forcella Ambrizzola, del Lago Federa col Rifugio Palmieri e dei bellissimi boschi della Val Boite. Da Selva di Cadore si raggiunge invece la zona con una bella camminata che parte dalla frazione di Toffol; da Colle Santa Lucia si sale al Passo Giau con i sentiero 463 (che passa per la cima del Monte Pore) e 464 (Colle Santa Lucia – Rifugio Fedare).

Giau Dolomiti

 

Storia & Cultura al Passo Giau

Ritrovamenti archeologici e testimonianze storiche

 

Al visitatore dei giorni nostri può sembrare non troppo sorprendente il fatto che il Passo Giau fosse attraversato (e probabilmente abitato per almeno una parte dell’anno) dall’uomo fin dalla Preistoria: dato il fascino unico del panorama al Giau, dominato da Nuvolau, Corda da Lago e Lastoni di Formin, è difficile non immaginare che anche i nostri antenati cacciatori-raccoglitori abbiano provato emozioni simili a quelle che prova il visitatore moderno, trovandosi per la prima volta in questi luoghi.

Agli addetti alla storiografia, invece, poteva sembrare più curioso, fino a qualche anno fa, ogni ritrovamento archeologico in queste zone. Considerate da sempre uno dei più importanti ostacoli naturali per la peregrinazioni dell’uomo, le Alpi erano ritenute essere state nella Preistoria un ambiente ostile per l’uomo e per le prime società umane che si sostenevano esclusivamente di caccia e di raccolta. Nuovi importanti ritrovamenti, susseguitesi negli ultimi anni, hanno però completamente ribaltato le opinioni degli esperti (per approfondire, visita Storia dell’Agordino).

Il più importante ritrovamente archeologico fatto nella zona del Passo Giau (e probabilmente uno dei ritrovamenti più importanti delle Dolomiti) fu fatto nel 1985 da Vittorino Cazzetta, un abitante della vicina Selva di Cadore. Cazzetta individuò grazie ad attenta osservazione un’antica sepoltura sul pianoro di Mondeval, a pochi passi dal Passo Giau;  la riesumazione della salma ivi contenuta fu invece guidata dall’Università di Padova.

Nel sito neolitico di Mondeval venne scoperta la salma, intatta e straordinariamente ben conservata, di un cacciatore-raccoglitore del Mesolitico (vissuto approssimativamente 7500 anni fa); una scoperta scientifica di enorme valore. Per approfondire la vicenda della scoperta e della valorizzazione del reperto, potete visitare la nostra sezione dedicata – clicca qui.

Il cacciatore-raccoglitore di Mondeval era stato qui seppellito dai suoi compagni con tanto di corredo funebre; egli venne soprannominato “Om de Mondeval” [ovvero “Uomo di Mondeval”], poi “Valmo” (nickname scelto dai bimbi delle Scuole Elementari). Le spoglie di Valmo sono oggi custodite nel Museo Civico della Val Fiorentina a Selva di Cadore, struttura appunto dedicata alla memoria dello scopritore Vittorino Cazzetta (che fu protagonista anche di altri importanti ritrovamenti), e costituisce una grande attrattiva per gli appassionati di storia e preistoria delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, grandi e piccini, assolutamente da non perdere. La scoperta di Valmo getta nuove luci sul rapporto tra uomo e Dolomiti, anticipando di interi millenni le ipotesi in voga precedentemente.

 

Il Passo Giau oggi

 

Bello in tutte le stagioni, il Passo Giau e le zone limitrofe sono un’area a marcata vocazione turistica che offre diversi ristoranti, accoglienti rifugi alpini e moderni impianti di risalita inseriti nel circuito Dolomiti Superski. Al contempo, però, basta allontanarsi poco dalla strada principale però per godersi in tutta tranquillità il fascino unico ed impareggiabile delle Dolomiti UNESCO. Si tratta di una possibilità che non va data per scontata, dato l’affollamento e la confusione che affligge purtroppo molte destinazioni dolomitiche. Il Passo Giau rimane, nonostante la grande fama, un luogo in cui è possibile godersi in intimità la magia delle Dolomiti.

Il Giau ospita durante tutto l’anno meravigliosi eventi: oltre alla succitata Maratona dles Dolomites (competizione ciclistica d’alto profilo che interessa anche i vicini Alto Adige e Trentino), il Passo Giau è il teatro della Ciasparun (gara / ciaspolata con cena al tramonto, tipicamente si svolge a febbraio) e di diversi raduni automobilistici (come la Coppa d’Oro delle Dolomiti) e motociclistici. Tante sono anche le attività offerte agli ospiti, come le albe al Passo Giau per osservare gli animali selvatici; per tutte le informazioni, potete rivolgervi agli uffici turistici del territorio (contatti sotto).

Una visita a questi luoghi vale certamente la pena di un viaggio anche se soggiornate  in altri resort delle Dolomiti.  Per avere maggiori informazioni sul luogo, potete contattare la Pro Loco Colle Santa Lucia ai recapiti qui sotto.

Passo Giau Dolomiti UNESCO

Lastoni di Formin a Mondeval de Sora

 

 

Passo Giau e Mondeval | Informazioni:

Pro Loco Colle Santa Lucia
Tel. +39 0437 720007
E-mail: info@collesantalucia.eu

 

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