Livinallongo del Col di Lana

Agordino Dolomiti

Livinallongo del Col di Lana

Un tuffo in Ladinia

Livinallongo del Col di Lana (Fodòm in dialetto ladino, 1475 metri s.l.m.) è uno splendido villaggio delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO situato in territorio Agordino (Provincia di Belluno, Regione Veneto).

La sua celebre frazione di Arabba è uno dei resort turistici più famosi delle Dolomiti, soprattutto per il fatto di essere inculsa nel più celebre skitour del Dolomiti Superski, il Sellaronda o Giro dei Quattro Passi. Livinallongo del Col di Lana sorge alle sorgenti del Torrente Cordevole, al confine con Val di Fassa e Val Badia, e si colloca nello splendido contesto naturale compreso tra il 5° dei 9 sistemi ufficiali delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, vale a dire il sistema Dolomiti Settentrionali, ed il 2°, ovvero il sistema della Marmolada, la Regina delle Dolomiti.

Il Passo Pordoi collega Livinallongo da Canazei in Val di Fassa (Trentino), il Passo Campolongo invece congiunge Livinallongo da Corvara in Val Badia (Alto Adige); il Passo Falzarego connette infine Livinallongo con Cortina d’Ampezzo e la Val Boite (sempre in Provincia di Belluno).

Livinallongo del Col di Lana Dolomiti

Creste del Sella dal Passo Pordoi

Livinallongo Dolomiti

Larzonei dalla Strada da la Vena

Livinallongo Fodom Dolomiti UNESCO

Passo Valparola

Livinallongo del Col di Lana

Il Sella da Arabba

Livinallongo del Col di Lana Dolomiti

Posizione del Comune di Livinallongo nel territorio Agordino

Il Patrimonio Culturale Ladino

 

Per quanto riguarda l’aspetto squisitamente storico e culturale, Livinallongo del Col di Lana costituisce un caso a parte nell’ambito del territorio dell’ attuale Agordino; si tratta infatti di uno dei 18 Comuni originariamente appartenenti alla Ladinia, un’antica porzione della regione storica del Tirolo nel quale era ufficiale il bilinguismo ladino e tedesco ed una normativa specifica per la zona. Allo scoppio della Grande Guerra, Livinallongo ed il vicino Colle Santa Lucia erano quindi parte dell’Impero Austro-Ungarico.

Con la fine del Primo Conflitto Mondiale, il Comune è poi passato, assieme a Colle, alla Provincia di Belluno ed all’Unione Montana Agordina, territorio in cui sono geograficamente iscritti, trattandosi di Comuni del bacino del Torrente Cordevole. Sebbene sia trascorso ormai un secolo, i Livinnesi portano avanti ancora con orgoglio l’attaccamento all’Heimat tirolese, situazione ulteriormente accentuata dalla disparità di trattamento riservato alla Provincia di Belluno rispetto ai vicini delle Province Autonome di Trento e Bolzano, con cui essi hanno a che fare quotidianamente.

Gli aspetti più evidenti dell’antica appartenenza alla nazione germanica sono tutt’oggi riscontrabili nella parlata locale, il dialetto Fodom, nell’architettura locale (si veda ad esempio la frazione municipale di Pieve di Livinallongo) ed in molti aspetti culturali legati a questo mondo (come l’amministrazione della proprietà privata e collettiva).

Il Ladino di Fodom si caratterizza come una parlata genuinamente autoctona delle Dolomiti, molto più simile al Ladino della contigua Val di Fassa che al ladino di Badia o di Gardena; avendo per secoli intrattenuto frequenti rapporti con la Serenissima e principalmente con la vicina Caprile (Comune di Alleghe), l’idioma della Valle di Fodom si è contaminato moltissimo con con il dialetto veneziano del resto dell’Agordino, come testimoniato del resto anche in epoche antiche da autorevoli storici tirolesi.

Splendido fienile a Larzonei

Splendido fienile a Larzonei

Architetture ladine a Pieve di Livinallongo

Architetture ladine a Pieve di Livinallongo

Settsass e Lagazuoi

Settsass

L’essenza ladina di Livinallongo è tutelata e magnificamente rappresentata dal Museo di usi, Costumi, Storia e Tradizioni della Gente Ladina. Si tratta di un bellissimo museo ubicato nella sede municipale di Pieve di Livinallongo all’interno dell’edificio noto come Centro Dolomiti – Cesa de la Cultura Fodoma. Il Museo della Gente Ladina di Livinallongo del Col di Lana contiene oltre 600 testimonianze della cultura ladina locale, tra cui fotografie, modellini, utensili ed attrezzi tradizionali; il museo ha poi una ricca biblioteca dedicata alla cultura ladina ed una sala proiezioni.

Livinallongo del Col di Lana

Livinallongo del Col di Lana

Sentiero escursionistico Viel dal Pan

Livinallongo del Col di Lana

Monte Padon e Pizongol de Ornela

Livinallongo del Col di Lana

Rifugio Luigi Gorza

Le Guerre Mondiali nelle Dolomiti

 

Trovandosi al confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico al momento dello scoppio della Grande Guerra, Livinallongo si trasformò subito in un enorme e sanguinoso campo di battaglia. L’offensiva italiana si concentrò all’imbocco della Valle di Fodom (dove si trovava la linea difensiva autro-ungarica composta dai due forti di Ruaz e La Corte, ancora visibili) con la conseguente distruzione quasi integrale della frazione di Pieve di Livinallongo; dopodichè la violenta guerra di trincea si spostò sul Col di Lana (la “Montagna di Sangue”) e sulla vicina Marmolada fino alla Rotta di Caporetto.

Teatro di alcune delle più tragiche e spettacolari azioni della Grande Guerra nelle Dolomiti (ad esempio, l’enorme detonazione del Col di Lana), Livinallongo è ancora oggi un museo a cielo aperto per quel triste capitolo della storia europea e mondiale. Lungo tutta la Linea Gialla (il fronte alpino della Grande Guerra), definito nelle Dolomiti dalla linea Marmolada – Lagazuoi, le battaglie si susseguirono ferocemente per due anni, e le testimonianze sono ancora molte e facili da individuare.

Baracche della Edelweiss-Stellung al Passo Valparola

Livinallongo

Resti di casermette austroungariche sui Settsass

Livinallongo del Col di Lana

Postazioni del Col Toron

Museo del Forte Tre Sassi al Passo Valparola

Il Col di Lana è uno dei più potenti simboli della Grande Guerra nelle Dolomiti, tanto da essere stato aggiunto al toponimo Livinallongo. Si tratta di un rilievo prospicente alla Pieve di Livinallongo che fu teatro di tragici scontri e di una pesante guerra di trincea e che fu fatto detonare dagli italiani in una storica e sanguinolenta battaglia. Ancora oggi il cratere dell’esplosione è ben visibile osservando la cima del rilievo, ed il colle è denominato anche “la Montagna di Sangue“.

Sul Col di Lana si snoda il Sentiero Storico del Col di Lana che presenta numerose delle testimonianze di quel periodo buio, come trincee e camminamenti militari, i crateri delle varie mine detonate in loco; la sommità del Col di Lana ospita la chiesetta ed il monumento dedicati ai Caduti. Anche il Dolomiti Superksi ha dedicato alla Grande Guerra nelle Dolomiti uno dei due skitour della macroarea, ovvero il Giro Sciistico della Grande Guerra 1915-18 (Gebirgsjägerskitour).

Col di Lana

Col di Lana e Monte Sieff

Livinallongo del Col di Lana

Casematte sulla Ferrata delle Trincee

Trincee austriache e sul Monte Sief

Trincee austriache e sul Monte Sief

Livinallongo del Col di Lana

Trincee nei pressi di Portavescovo

Nella frazione di Pian de Salesei sorge il Sacrario Militare Italiano, un gigantesco monumento funerario che raccoglie le spoglie dei Caduti italiani e 19 soldati austro-ungarici sepolti durante la Guerra nei cimiteri del Col de Lana e della Marmolada. Il Sacrario Militare di Pian di Salesei è una testimonianza toccante del periodo ed una delle attrazioni legate alla Grande Guerra nelle Dolomiti più interessanti e conosciute; è sempre aperto e visitabile gratuitamente.

Livinallongo Sacrario Pian di Salesei

La frazione La Corte custodisce invece i resti del Forte La Corte, una grande fortezza militare austro-ungarica che assieme al Forte Ruaz collocato più a valle sbarrava l’accesso da sud al Tirolo durante la Grande Guerra. Durante la prima fase dell’offensiva italiana, il Forte La Corte subì pesanti bombardamenti e fu quindi abbandonato; giace tutt’oggi, intoccato da allora, su un meraviglioso crinale nell’omonima frazione. Il Forte La Corte non è accessibile ed è completamente abbandonato, sebbene costituisca un’importante testimonianza dei tempi della Grande Guerra; il Forte Ruaz è invece stato trasformato in un hotel.

Livinallongo Forte La Corte Grande Guerra nelle Dolomiti

In prossimità della cima del Passo Pordoi, tra Livinallongo e Canazei, sorge invece il Sacrario Militare Germanico (o Ossario) del Passo Pordoi. Si tratta di un monumento funerario concepito dal Terzo Reich inizialmente per ospitare le salme dei soldati tedeschi ed austriaci caduti in suolo italiano nella Grande Guerra; sopravvissuto al Terzo Reich, il monumento fu ultimato dalla Repubblica Federale Tedesca nel 1959 ed usato per ospitare i Caduti tedeschi in suolo italiano della Seconda Guerra Mondiale. Il Sacrario del Passo Pordoi è sempre aperto e visitabile gratuitamente.

Livinallongo del Col di Lana

Sacrario Militare Germanico al Passo Pordoi

Il Castello di Andraz (Schloss Buchenstein)

 

In località Castello sorge il magnifico Castello di Andraz, ultimo castello ancora visibile tra quelli un tempo esistenti in territorio agordino.

Bastione tirolese di importanza strategica notevole per il controllo delle vie commerciali con la Repubblica di Venezia tra cui la “Strada da la Vena“, il Castello di Andraz ha una storia millenaria che si intreccia con le vicende del Vescovado di Bressanone ed una lunga serie di ospiti illustri tra cui il noto astronomo, teologo, filosofo Nicolò Cusano.

Il Castello di Andraz, dopo una lunga fase di abbandono e numerosi danni causati dalla Grande Guerra, è oggi ristrutturato con gusto ed ospita un interessante museo. Lo spazio espositivo è visitabile singolarmente o con interessanti visite guidate; maggiori informazioni e prenotazioni al numero di telefono 334 3346680.

Castello di Andraz

Monumento a Katharina Lanz

 

Nella Piazza di Pieve di Livinallongo [la Pliè] si trova la statua dell’eroina locale tirolese, Katharina Lanz, inaugurata nel 1912. Si tratta di una contadina tirolese che, al tempo ventenne, per prima alzò la testa contro le truppe francesi durante l’occupazione napoleonica, incitando i suoi concittadini a fare lo stesso. La figura della contadina tirolese Katharina Lanz è tutt’oggi un simbolo estremamente sentito dagli abitanti della Valle di Fodom e generalmente in tutta la Ladinia e nel Tirolo; la statua è considerata così importante che si arrivò a traslocarla in tutta fretta a Corvara per salvarla dal bombardamento che distrusse completamente Pieve durante la Grande Guerra 1915-18. La statua di Katharina Lanz si trova nella piazza della frazione di Pieve di Livinallongo ed è ammirabile tutto l’anno.

Statua di Katharina Lanz in piazza a Pieve

Statua di Katharina Lanz in piazza a Pieve

Statua di Katharina Lanz e campanile di San Giacomo a Pieve

Statua di Katharina Lanz e campanile di San Giacomo a Pieve

Il Vecchio Mulino di Arabba

 

Nella frazione di Arabba si colloca il Vecchio Mulino, un’antica costruzione lignea ancora perfettamente funzionante. Il mulino è aperto al pubblico durante le stagioni turistiche (anche con tour guidati) e vale la pena andarlo ad ammirare per avere un’idea della laboriosità e delle abilità manuali degli abitanti di Fodom. Il Vecchio Mulino costituisce uno dei pochissimi esempi di architetture tradizionali delle Dolomiti UNESCO scampati all’ammodernamento degli ultimi decenni, nonchè una miniera di informazioni sulle tecniche di costruzione utilizzati in passato dai Fodomi.

Gruppo Folk e Schützenkompanie Buchenstein

 

A Livinallongo, la conservazione della tradizione ladina è un tema estremamente sentito e partecipato dalla popolazione (basti pensare alla splendida Sagra di Santa Maria Maiou), ed a tal proposito sono sorte due diverse associazioni che si occupano della salvaguardia del passato della valle: il Gruppo Folk Fodom e la Schützenkompanie Buchenstein; in particolare la Schützenkompanie si ispira all’antica tradizione dei Freikörper tirolesi, unità paramilitari formate da civili che combatterono anche, ad esempio, nella Grande Guerra a fianco dell’esercito regolare. Entrambe le associazioni offrono durante le stagioni turistiche ed in occasione di particolari ricorrenze interessanti dimostrazioni folcloristiche per i valligiani e per tutti i turisti.

Accesso a Livinallongo dal Passo Falzarego

Accesso a Livinallongo dal Passo Falzarego

Livinallongo del Col di Lana

Passo Giau da Ciamplò

Col di Lana

Col di Lana

Arabba

 

Arabba rappresenta la punta di diamante del turismo invernale in Agordino grazie all’offerta turistica di primaria importanza e l’appartenenza al circuito dei Quattro Passi Ladini delle Dolomiti (Pordoi, Gardena, Sella, Campolongo).

 

Livinallongo del Col di Lana

Arabba Livinallongo del Col di Lana

Arabba Portavescovo

Arabba Portavescovo

La storia della frazione di Arabba è per molti aspetti lacunosa e misteriosa, e gli unici indizi a riguardo emergono dallo studio dei toponimi della zona; “Rèba” infatti sembrerebbe derivare da “roiba” o “rebia”, quindi “frana” e “valanga”, forse a sottolineare un evento catastrofico del passato o semplicemente la tendenza della zona ad essere soggetta a questo tipo di eventi.

Arabba Livinallongo Dolomiti

Livinallongo

Livinallongo del Col di Lana

Benché sicuramente sfruttata in passato, la frazione di Arabba acquisì un ruolo di primaria importanza nell’economia del paese soltanto a partire dal boom economico degli anni ’60, quando cioè si iniziò ad investire nel turismo e sorsero gli impianti sciistici e gli alberghi fino a giungere all’aspetto attuale. Grazie alla laboriosità dei Fodomi ed alla loro capacità di collaborare assieme per il bene comune, oggi Arabba è uno degli ski resort più belli ed affollati del Dolomiti Superski.

Livinallongo

Passo Pordoi

Sella e Bec de Roces dalle piste di Arabba

Sella e Bec de Roces sulle piste di Arabba

Arabba [Rèba in dialetto ladino fodom], come si è detto, è una frazione del Comune di Livinallongo del Col di Lana posizionata a 1900 metri d’altitudine ai piedi del famosissimo Massiccio del Sella; è collegata al Trentino dal Passo Pordoi e all’Alto Adige tramite il Passo Campolongo. La frazione di Arabba ospita la maggior parte delle strutture alberghiere del Comune di Livinallongo ed è nota nel mondo tra gli appassionati di sci alpino per essere una delle località che vanno a formare il più famoso giro sciistico del Dolomiti Superski, ovvero il Sellaronda (o Giro dei Quattro Passi) assieme alle valli Val Badia (Alto Adige-Südtirol), Val Gardena (Alto Adige-Südtirol) e Val di Fassa (Trentino).

sella ronda

La fortuna di Arabba in tempi recenti è legata prevalentemente allo sci alpino: oltre al collegamento con il fortunato circuito invernale del Sellaronda, Arabba fa parte del comprensorio sciistico Arabba-Marmolada, 6° area del Dolomiti Superski.

Livinallongo del Col di Lana

Marmolada e Lago Fedaia da Portavescovo

La vicinanza di due valichi alpini famosissimi, vale a dire il Passo Campolongo ed il Passo Prodoi assicurano ad Arabba una straordinaria affluenza durante i mesi estivi, soprattutto di motociclisti in visita nelle Dolomiti, ed un continuo flusso di visitatori dalle contigue Val di Fassa e Val Badia.

Panorami mozzafiato al Burz

Panorami mozzafiato al Burz

Il Sella dalla Marmolada

Il Sella dalla Marmolada

Livinallongo | Sport e tempo libero

 

Il territorio comunale di Livinallongo del Col di Lana è ricco di attrattive per il turismo attivo. Oltre ad un’ampia scelta di cime, gli ospiti della Valle di Fodom possono trovare in questo luogo uno dei migliori resort dell’area dolomitica per offerta e qualità.

Una densa rete di sentieri escursionistici e sentieri storico-culturali conducono gli escursionisti nei diversi angoli della Valle di Fodom; alcuni di questi sentieri sono anche adatti alla pratica della mountain bike. Gli impianti di risalita del Comune di Livinallongo sono normalmente aperti anche d’estate, fornendo agli ospiti meno sportivi un pratico accesso alle suggestive zone della media ed alta montagna della Valle di Fodom ed ai tanti, accoglienti rifugi della zona.

Livinallongo

La frazione di Ornella con l’omonima valle e Gruppo del Padon (catena della Marmolada)

Livinallongo del Col di Lana

Monte Padon

La vicinanza di alcuni tra i più famosi passi dolomitici attrae nella Valle di Fodom ogni anno migliaia di ciclisti e motociclisti, sempre presenti ad Arabba e nella varie frazioni di Livinallongo.

Alla partenza degli impianti di Porta Vescovo ad Arabba viene allestito in inverno un anello per il pattinaggio su ghiaccio ed una cascata di ghiaccio artificiale per la pratica dell’arrampicata su ghiaccio.

Palestre di arrampicata sportiva su roccia naturale sono disponibili nella frazione di Castello (Falesia Sass de Beita), nei pressi del Passo Valparola, al Sass de Stria al Passo Falzarego e nei pressi del Lagazuoi.

Tabella informativa alla palestra di roccia del Sass de Beita

Tabella informativa alla palestra di roccia del Sas de Beita

Livinallongo dispone di un’area picnic attrezzata collocata presso il parco giochi della frazione di Arabba.

Livinallongo

Passo Incisa in Mountain Bike

Livinallongo del Col di Lana | Dolomiti UNESCO

Livinallongo del Col di Lana

Gruppo del Sella dal Col Toron

Informazioni turistiche:

Ufficio turistico di Arabba
Tel. 0436 79130
info@arabba.it

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