Giro ad Anello Cencenighe Agordino – Forcella San Tomaso – Vallada Agordina – Cencenighe Agordino | Un’Escursione sorprendente nel Cuore delle Dolomiti | Agordino Dolomiti

Anello di Forcella San Tomaso

Cencenighe Agordino – Forcella San Tomaso – Vallada Agordina – Cencenighe Agordino

Agordino Dolomiti

 

Ciao a tutti amici, benvenuti ad un nuovo articolo del nostro team! Un piccolo lavoro editoriale che speriamo vi piaccia e che sappia intrattenervi, fornendovi qualche spunto interessante per le vostre vacanze o avventure nel Cuore delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO.

 

Questo articolo avrebbe dovuto intitolarsi “quando il giretto della domenica si trasforma di una vera e propria escursione inaspettata”, ma per esigenze di sintesi abbiamo dovuto essere ovviamente più sintetici. Stavamo pensando da qualche tempo di scrivere qualcosa su Forcella San Tomaso, un grazioso e selvaggio valico alpino che collega i due Comuni di San Tomaso Agordino e Vallada Agordina, ed approfittando di una splendida giornata di inizio giugno ci siamo incamminati alla volta di questo luogo. Arrivati li, abbiamo pensato di rientrare al punto di partenza passando per Vallada invece che rientrare per la strada dell’andata, e quindi eccoci qui. Il giro ad anello che andiamo a proporvi in questo articolo è il frutto di una mezza giornata dedicata all’esplorazione di una delle zone più selvagge dell’Agordino, ovvero del triangolo formato dal Monte Anime, dal Piz Croce e dal Monte Celentone.

Si tratta di luoghi occupati principalmente da fitte foreste che sono decisamente fuori dagli itinerari escursionistici maggiormente praticati delle valli del Biois e del Cordevole, ma non per questo meno interessanti per chi ami camminare nella natura e scoprire nuovi itinerari nelle Dolomiti. Siamo rimasti piacevolmente soddisfatti da questo pomeriggio, per i motivi che vedremo di seguito, e speriamo vi piaccia il nostro piccolo resoconto della giornata; ecco un divertente ed originale anello escursionistico nel Cuore delle Dolomiti!

Premessa: Il giro ad anello che andiamo a descrivere in questo piccolo articolo si svolge sul versante della Val Biois del succitato triangolo Piz Croce – Monte Anime – Celenton; si tratta di una scelta puramente arbitraria, in quanto l’anello potrebbe benissimo svolgersi anche sul versante della Val Cordevole, vista la presenza di molti bei sentieri anche sull’altro versante. Per questo motivo, in tutti i bivi che descriveremo durante il nostro resoconto cercheremo di elencarvi le varianti possibili al nostro tour, in modo da darvi una panoramica più ampia delle numerose possibilità escursionistiche in zona. Inoltre, trattandosi di un’escursione ad anello, si può iniziare il tour da una località a piacere; per il nostro giro abbiamo scelto per comodità la fazione di Balestier di Cencenighe Agordino, questo in maniera assolutamente casuale. Ci sono ovviamente molti altri punti di partenza tattici che potete tenere in considerazione se volete cimentarvi con questa bella scarpinata.

Partiamo subito dopo pranzo dalla soleggiata frazione di Balestier, sovrastata dalla mole del Monte Pelsa. Subito sopra le case della piccola ma suggestiva frazione incontriamo immediatamente i segnali del Sentiero CAI 681. La nostra salita inizia in una splendida radura con vista sul Monte Pape che si tuffa immediatamente nel bosco, lungo una piacevole (anche se piuttosto ripida) antica mulattiera.

Risalendo questo primo tratto del costone del Monte Anime abbiamo già l’occasione di goderci una bella visuale aerea su Cencenighe Agordino già dopo pochi minuti.

Il sentiero sale costantemente nel bosco in questo primo tratto, e già dopo pochi minuti ci troviamo sulla vetta del Monte Anime, dove si trova una graziosa area picnic con panorama ampissimo sulla conca di Cencenighe Agordino e una meravigliosa scultura il legno.

Va notato già qui (perché sarà una costante per tutto il nostro tour odierno) che la zona, seppur duramente colpita dai venti dell’uragano Vaia dell’ottobre 2018 è stata meravigliosamente curata dai volontari locali: i segnavia sono sempre ben visibili lungo tutto il Sentiero CAI 681, le indicazioni sono chiare e facili da comprendere e nelle zona maggiormente interessate dagli schianti si transita senza grossi problemi anche laddove gli alberi caduti sono la maggioranza. Anche solo per premiare il lavoro di chi si è dato la briga di ripulire la zona vale la pena di cimentarsi con questa meravigliosa escursione. Se poi ci aggiungiamo qualche meravigliosa visuale aerea sulla Val Biois e sulla Val Cordevole, allora ecco che l’escursione diventa irresistibile per gli amanti della natura e delle passeggiate nelle Dolomiti UNESCO. Un sincero e caloroso ringraziamento a tutte le persone che con passione  ed impegno hanno provveduto a rendere transitabile questo sentiero nonostante la distruzione seminata da Vaia.

Arrivati in località Costa Dagher dopo mezz’oretta, troviamo alcuni segnavia ben visibili collocati qui dalle Pro Loco di San Tomaso Agordino e Vallada Agordina, che indicano le diverse mete escursionistiche raggiungibili con i diversi sentieri: San Tomaso Agordino sul versante della Val Cordevole, la Chiesa di San Simon sul versante della Val Biois e Forcella San Tomaso, a cavallo fra le due valli, dove ci recheremo noi.

Da qui in avanti, mentre risaliamo la china del Piz Croce, gli schianti di Vaia si fanno più presenti e la zona si presenta completamente spazzata dall’uragano. Si transita comunque senza eccessive difficoltà attraverso un labirinto di alberi abbattuti veramente impressionante, ed anche qui, oltre a pulire il sentiero, ci sono i segnali del Sentiero CAI 681 disseminati un pò ovunque, rendendo facile trovare la strada giusta nel marasma causato dalla tempesta del 2018.

Poco oltre l’ultima salita, si incontrano subito i segnavia verso Forcella San Tomaso. Il sentiero si fa più ampio trasformandosi in mulattiera che offre alcune vedute aeree sulla zona del Pape e che transita attraverso i meravigliosi boschi sopra Vallada Agordina. Qui la furia degli elementi è stata minore, sebbene anche qui ci sia stato molto da lavorare per rendere l’escursione accessibile. Non mancano anche qui segnavia, tra cui quelli dell’Alta Via dei Pastori, e tabelle in legno di fattura piuttosto recente.

Ormai giunti nei pressi di Forcella San Tomaso ci troviamo ormai su una vera e propria carrabile; la strada è peraltro oggetto di lavori di sistemazione in questi giorni. Giunti presso la forcella, troviamo il monumento dedicato alla Madona de la Forzela eretto dagli Alpini nel 2016.

Appena sotto il monumento, incontriamo le tabelle della Pro Loco di San Tomaso Agordino e dell’Alta Via dei Pastori; a destra verso la Val Cordevole si scende fino alle frazioni di Canacede e Pianezze, mentre noi imbocchiamo il piccolo sentiero verso la Val Biois che conduce a Cogul e le altre frazioni di Vallada Agordina, marcato dai segnavia della Via dei Papi.

La giornata è soleggiata e piuttosto calda, e le luci del pomeriggio rendono ancora più affascinanti il sentiero che, in poco tempo, ci guida sulla strada asfaltata ed al bivio fra Piaz e Cogul, nel Comune di Vallada Agordina. Cogul è una frazione meravigliosa, e se avete tempo e occasione, merita veramente il tempo di una visita. La piccola chiesetta alpina in stile gotico alpino e meravigliosi tabià in legno vi accolgono in una borgata dal genuino fascino dolomitico, dove il tempo sembra essersi fermato.

Scendiamo quindi a valle attraverso le frazioni di Piaz e Andrich; Vallada Agordina è un luogo che amiamo molto, capace di sorprenderci per la presenza di moltissimi tabià, abitazioni storiche, meravigliose piazzette con fontane, chiesette, affreschi (il paese è interessato dalla raccolta storico-culturale della Regione Veneto “la Valle con i Santi alle Finestre“) e tante piccole cose interessanti da scoprire. Questo piccolo Comune della Val Biois, fuori dalle rotte consuete del turismo di massa, è uno dei luoghi più indicati per quel tipo di turista smaliziato e curioso che cerchi le vere Dolomiti, lontane dalla plastica e dall’artificialità delle località turistiche più alla moda.

Scendiamo da Andrich verso la frazione di Sacchet; qui imbocchiamo il bivio che porta alla storica Chiesa di San Simon, Monumento Nazionale Italiano dal 1877. Collocata ai piedi del Colle Celentone, la Chiesa di San Simon è una perla dolomitica di storia e architettura; si tratta della pieve più antica della Val Biois ed uno dei luoghi di culto più antichi della Provincia di Belluno. Leggenda vuole che la sua fondazione si debba al centurione romano Celentone, rifugiatosi in queste valli per sfuggire alle invasioni barbariche; il luogo, carico di fascino e mistero, è una delle mete obbligate per i visitatori interessati alla storia ed all’arte locale, segnalato anche dalle Regione Veneto come uno dei luoghi simbolo della pittura del Cinquecento (la chiesa contiene, tra le altre, pregevoli opere di Paris Bordone).

Merita anche una menzione il vicino Oratorio della Confraternita dei Battuti, un ospizio e monumento storico che versa al momento in pessime condizioni e che giustamente è stato iscritto nella lista dei Luoghi del Cuore del Fondo Ambiente Italiano affinché venga restaurato ed adeguatamente messo in sicurezza. Potete contribuire alla campagna di valorizzazione del bene votando sul sito del FAI, accessibile a questo link.

Lasciata la Chiesa di San Simon, prendiamo il sentiero nel bosco, indicato da appositi segnavia, per le frazioni di Celat e Mas. Anche qui troviamo i sentieri in ordine e ben segnalati; qualche sporadico schianto, relitto di Vaia, ma nel complesso anche qui va fatto un plauso agli Agordini per l’impegno profuso per rimediare all’immane catastrofe del 2018. La passeggiata si svolge su comoda strada sterrata o sentieri secondari che conducono sia alla frazione di Celat che alla frazione di Mas. Scegliamo di seguire la prima per giungere nei pressi della Strada Provinciale 346 e proseguire quindi, attraversata la stessa, sulla ciclopedonale che porta a Mulan e quindi a Cencenighe Agordino. Da Celat si vede benissimo la cresta che abbiamo attraversato poco prima.

La ciclabile che attraversa la Val Biois è stata anch’essa molto provata da Vaia ma è in condizioni di percorribilità buone; sono però in corso lavori in alcuni tratti ed è quindi bene prestare attenzione ed informarsi presso gli Ufficio Turistici sulle condizioni della stessa (contatti in calce). Il contesto naturale è molto suggestivo, con il lento e rilassante scorrere del Torrente Biois nella stretta gola tra il Monte Anime e il Monte Pape, ed in pochi minuti giungiamo in prossimità della Strada Comunale verso San Tomaso Agordino.

Poco dopo la seconda curva, salendo verso San Tomaso, ci immettiamo nella mulattiera che ci riporta rapidamente a Balestier, anch’essa ripulita dopo Vaia dalla passione e dall’impegno dei volontari locali. Giunti a Balestier ci godiamo gli ultimi riflessi del sole sul Pelsa per concludere soddifatti la nostra piccola avventura domenicale.

Per percorrere l’anello descritto in questo articolo abbiamo impiegato circa 6 ore, con ritmo non particolarmente sostenuto e con numerose pause fotografiche e piccole deviazioni. La strada da fare è comunque tanta, quindi di stratta sempre di un’escursione per appassionati o comunque per sportivi allenati alle lunghe distanze. I dislivelli del tour non sono particolarmente importanti e sono riservati alla prima parte dell’escursione fino a Costa Dagher; ci sono comunque alcune belle salite da affrontare a testa bassa, ma nulla di particolarmente difficoltoso da superare.

Per quanto riguarda la segnaletica, va ripetuto ancora che il Sentiero CAI 681 è eccellentemente segnalato e ben tenuto; anche nei tratti in cui Vaia ha fatto più danni si riesce comunque sempre agevolmente a muoversi ed a trovare la strada corretta, anche grazie alla qualità dei segnavia presenti. Inoltre sono presenti lungo il tour descritto moltissimi altri segnavia, opera di Pro Loco, della Via dei Papi o dell’Alta Via dei Pastori, e tutto l’itinerario è ben segnato anche su mappa (noi abbiamo usato la Tabacco 015 per questa escursione).

 

In conclusione: siamo partiti per fare un giretto a piedi e ci siamo tornati a casa con una bella escursione che ci ha lasciati molto soddisfatti. Ci sono bei panorami da ammirare, qualche chicca storico-culturale interessante, una traccia molto appagante sotto il profilo sportivo e si apprezza molto la passione profusa nel mantenimento del sentiero 681. Ci piacerebbe in futuro tronare qui e provare l’anello sul versante di San Tomaso Agordino, anche li, come sappiamo, ci sono molte cose interessanti da visitare rientrando a Cencenighe Agordino. Se l’articolo vi è piaciuto, vi invitiamo come sempre a farcelo sapere lasciando un commento qui sotto. Noi ci vediamo presto per nuove avventure dal Cuore delle Dolomiti – Stay Tuned!

 

Informazioni turistiche:

Pro Loco Cencenighe Agordino
Tel. 0437 591549
prolococencenighe@gmail.com

Pro Loco San Tomaso Agordino
Tel. 0437 598390
proloco.santomasoagordino@gmail.com

Pro Loco Vallada Agordina
Tel. 324 5906493
Tel. 2 349 5483129
vallada@agordino.bl.it

 

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2 commenti

  1. Complìmenti per l’ottimo articolo, pieno di indicazioni e spunti interessanti.
    in una delle prossime escursioni proverò a raggiungere la forcella! Grazie

    • Grazie Marco per il tuo contributo!

      Vedrai che ne vale la pena!

      Buone avventure nel Cuore delle Dolomiti e continua a seguirci!

      Il team di agordinodolomiti.it

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