I Ladini del Sella

Agordino Dolomiti

I Ladini, la Ladinia, le Dolomiti: un pò di chiarezza

Chi sono i Ladini e dove si trovano nelle Dolomiti

 

Esistono moltissimi studi relativi al mondo ladino delle Dolomiti, tuttavia è spesso difficile per chi non abbia familiarità con questo termine comprendere chi siano i Ladini, dove vivano e cosa li contraddistingua; il fatto poi che la Ladinia sia stata frammentata in tre diverse province italiane non aiuta certamente il visitatore a comprendere con facilità dove siano localizzati i Ladini e quali siano le loro peculiarità. Cerchiamo di fare assieme un po’ di chiarezza su una questione capziosa ed al giorno d’oggi ampiamente strumentalizzata per i fini più disparati.

 

Ladini delle Dolomiti

Il Massiccio del Sella da Arabba

Un termine alla moda

 

Negli ultimi anni il termine “ladino” è divenuto un aggettivo di moda e carico di potenzialità commerciali: assistiamo ad un proliferare di Unioni Ladine, ad una commercializzazione massiccia di prodotti “ladini” financo alle produzioni culturali in “lingua ladina” (Ladin Dolomitan).

In questa piccola pagina cercheremo di spiegare ai nostri visitatori chi sono e dove vivono i Ladini delle Dolomiti in maniera chiara e precisa, premettendo che chi scrive appartiene ad un altro gruppo etnico delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO e che il rispetto per il reciproco passato e per il presente è da sempre una costante nel nostro blog, tanto più trattando dell’attuale Agordino che è formato sia da Ladini del Sella che da abitanti di tutt’altra tradizione e retaggio storico.

 

Minoranze ladine?

 

Per evitare di cadere in inutili cliché (che hanno finalità esclusivamente commerciali), una prima, importante distinzione va quindi fatta tra:

  • Ladino riferito alla Ladinia come entità geopolitica;
  • Ladino come accezione più ampia riferito, ad esempio, alla lingua o alle lingue con influssi ladini.

Vediamo in questa pagina di cercare di dipanare possibili dubbi a riguardo, rimandando eventuali discussione ai commenti alla pagina.

I Ladini del Sella

Castello di Andraz – Schloss Buchenstein, antico maniero tirolese in Agordino

 

Cos’era la Ladinia?

 

Nella sua accezione più squisitamente geopolitica, La Ladinia è stata una parte della regione storica del Tirolo austriaco; si trattava della porzione più meridionale del Tirolo comprendente Mitteltirol, Südtirol e Welschtirol (per un totale di 18 Comuni) sottoposta alla giurisdizione austriaca ed identificabile, grossomodo, con la zona orbitante attorno al Massiccio del Sella nel nord della zona dolomitica.

Il toponimo “Ladinia” deriva dal fatto che, seppur sottoposte al Governo di Vienna, le genti del Sella hanno da sempre parlato un dialetto a base romanza e non germanica, ergo derivato dal latino e non dal ceppo linguistico germanico; significa che, seppur trovandosi in territorio austriaco, i Ladini parlavano una lingua autoctona a base neolatina (analoga quindi all’italiano, allo spagnolo, al francese). Gli Austriaci chiamavano perciò “Ladiner” i Ladini in quanto parlanti di una lingua “neolateinisch” (neolatina); è chiaro quindi che il termine “ladino” aveva quindi una valenza esclusivamente in seno all’Impero Austro-Ungarico, riferendosi ai succitati 18 Comuni che si esprimevano usando un idioma diverso dalla lingua tedesca.

Ovviamente, i Ladini comprendevano e parlavano anche la lingua ufficiale del Tirolo, ovvero il tedesco (oltre all’ungherese) che veniva loro insegnata a scuola anche se godevano di particolare autonomia linguistica; ovviamente, le zona più a contatto con il mondo germanico parlavano più facilmente il tedesco, mentre la lingua dell’Impero era padroneggiata sempre meno man mano che ci si approssimava ai confini italiani (Isidoro Vallazza, grande storico di Fodom, ci racconta di come alla fine dell’800 il tedesco fosse insegnato a scuola a Livinallongo ma che le poche ore fatte non fossero sufficiente ai Livinnesi per padroneggiare questo idioma; raggiunta l’età per lavorare, moltissimi ragazzi di Fodom partivano quindi per le zone tedescofone per migliorare la propria conoscenza del tedesco).

La Ladinia, estintasi con il collasso del gigante Austro-Ungarico dopo il Primo Conflitto Mondiale, occupava un territorio che oggi è suddiviso in 3 diverse Province italiane: Belluno (Veneto), Bolzano e Trento (Trentino-Alto Adige). Nell’attuale Agordino, le zone che facevano parte della Ladinia sono quelle dell’antico Welschtirol: Col (Colle Santa Lucia – Wersil) e Fodom (Livinallongo – Buchenstein).

Quali sono le attuali zone dell’antica Ladinia?

 

La Ladinia storica come entità geopolitica cessò formalmente di esistere dal Trattato di Versailles (1919) che sancì lo scioglimento dell’Impero Austro-Ungarico della casata Asburgo e la conseguente ripartizione dei territorio ad essa assoggettati tra gli stati vincitori della Prima Guerra Mondiale (tra cui il Regno d’Italia a cui furono assegnati). A seguito della caduta dell’Austro-Ungheria quindi, il termine “Ladinia” come entità geopolitica si è spogliato quindi di ogni validità.

I territori che formavano l’antica Ladinia ricadono in 5 valli gravitanti attorno al Massiccio del Sella e situati quindi nel nord della zona dolomitica: Anpezo (Ampezzo – Provincia di Belluno), Fascia (Val di Fassa – Provincia di Trento), Fodom (Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia – Provincia di Belluno, zona Agordino), Badia (Val Badia – Provincia di Bolzano) e Gerdeina (Val Gardena – Provincia di Bolzano), per un totale di 18 Comuni gravitanti attorno alla zona del Sella.

Al posto della Ladinia storica tirolese dal primo Dopoguerra si trovano tre Province della Repubblica Italiana (Belluno, Bolzano e Trento) e due Regioni Italiane (Veneto e Trentino-Alto Adige); i 18 Comuni della Ladinia storica ricadono quindi in territorio istituzionalmente diversi.

Ladinia

Creste del Sella al Passo Pordoi (Livinallongo del Col di Lana)

La lingua ladina

 

Seppur in tempi recenti si sia cercato di costruire un “Ladino standard” (il Ladin Dolomitan) anche attraverso pubblicazioni dedicate, il ladino è un idioma che varia profondamente da una valle all’altra: il Fodom, il ladino più meridionale, è molto più simile (seppur ricco di elementi autoctoni completamente diversi) al dialetto bellunese rispetto al Gardenese, che contiene invece molti più influssi di matrice germanica ed è praticamente incomprensibile agli italiani.

I frequenti rapporti commerciali e professionali, gli scambi culturali e religiosi, la vicinanza delle valli dolomitiche sono tutte situazioni che hanno favorito nel corso dei secoli una naturale condivisione degli elementi tra genti dolomitiche diverse; in questo senso, termini ladini sono certamente presenti nel dialetto agordino di, ad esempio, Alleghe e Rocca Pietore. Ma da qui ad affermare che Alleghe e Rocca Pietore siano zone ladine c’è una bella differenza (storica e culturale in primo luogo). Questo intendevamo sopra rifacendoci alla distinzione che è bene tenere a mente trattando la questione ladina: che c’è una Ladinia storica, ben localizzata geograficamente, con i suoi usi e costumi, la sua storia comune e la sua tradizione; e c’è un insieme di idiomi dolomici con più o meno influssi ladini contenuti, per i contatti fisiologici tra valli.

 

Ladini e Dolomiti

 

Il visitatore che non conosca bene le Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO può erroneamente essere portato a pensare che i Monti Pallidi siano abitati dai soli Ladini; basta però approfondire appena la conoscenza storica della zona delle Dolomiti per rendersi conto di come i Ladini siano limitati alla sola zona del Sella ed alle succitate valli, quindi ad una porzione piuttosto ridotta delle Dolomiti, mentre tutto il resto del territorio è abitato da altri gruppi etnici di cultura e storia completamente diversa (per esempio, nella “Provincia delle Dolomiti” per eccellenza, ovvero Belluno, sono Ladini solo gli abitanti di Col, Fodom e Anpezo, mentro il resto dei Bellunesi che vivono nelle Dolomiti – Cadorini, Zoldani, Comelicensi, Feltrini, abitanti della Valbelluna, Basso Agordini, quindi la maggioranza, non sono invece Ladini).

Complice di questa confusione è certamente il fatto che, godendo dei fondi riservati alle minoranze etniche, essere Ladini è diventato conveniente dal punto di vista del marketing anche ai vicini (sia dell’alta Provincia di Bolzano che del Bellunese), che spesso si definiscono impropriamente “Ladini”; in realtà abbiamo detto sono Ladini solo Ampezzani, Badiotti, Fassani, Gardenesi e Fodom. In questo scenario si è inserita anche l’Unione Europea che, adattando i propri parametri a situazioni territoriali particolari che abbisognerebbero invece di propri criteri, ha riconosciuto come “lingue a minoranza ladina” anche ampie zone che ladine non lo sono mai state (come Val Biois e Conca Agordina in Agordino, dove si parla un dialetto veneto), ma che hanno nella propria lingua termini di genesi ladina dovuti ai continui rapporti col mondo Ladino, creando altra confusione.

Ladini o meno, tutti i gruppi etnici e culturali che hanno da sempre abitato le Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità (così come ogni altro popolo al mondo) meritano il medesimo rispetto e considerazione; anzi, a nostro modesto avviso, l’individuare gli aspetti che rendono culturalmente speciale ogni valle delle Dolomiti può essere molto interessante per il visitatore che sia interessato non solo alle nostre splendide montagne ma anche al loro poliedrico universo culturale.

 

Ladini delle Dolomiti

Palazzo Chizzali-Bonfadini (Cesa de Jan) a Colle Santa Lucia, sede dei proprietari tirolesi delle Miniere del Fursil

Musei Entografici in zone ladine dell’Agordino

 

In Agordino ci sono alcuni spazi museali riguardanti i Ladini del Sella nei quali si può approfondire queste tematiche:

 

 

 

Chi sia interessato anche a questo tipo di argomenti “etnici” può venirci a trovare in Agordino, il Cuore delle Dolomiti. In questo territorio infatti è possibile toccare con mano le differenze linguistiche, storiche, culturali, architettoniche che ci sono tra le zone che in passato appartenevano alla Serenissima e quelle che invece si trovavano in Tirolo (e quelle nel mezzo, ovviamente), avendo la possibilità di incontrare i due antichi mondi nel raggio di pochissimi chilometri. 

 

Ladini delle Dolomiti

Architetture in stile tirolese a Pieve di Livinallongo

 

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